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Cpl: «Parte civile contro i dirigenti infedeli»

La coop cambia registro: «Censuriamo le condotte penalmente rilevanti e agiremo contro di loro»

CONCORDIA. In attesa che il quadro investigativo si definisca (ora si indaga su decine di appalti, specie al Sud) e dopo giorni di tentennamenti e di difesa “a prescindere” dei propri dirigenti indagati, Cpl cambia drasticamente strategia. E decide di tutelarsi legalmente contro di loro. Lo fa sapere una nota della stessa azienda: «Metteremo in campo ogni azione legale a tutela della società», vi si legge prendendola in largo.

Le indagini che proseguono moltiplicano infatti i filoni dell’inchiesta e aggravano la posizione degli indagati, almeno negli atti sviluppati dai tre magistrati che curano gli interrogatori: «Di fronte alle notizie che in questi giorni si apprendono dagli organi di informazione - dicono dalla società di Concordia - Cpl esprime la più netta censura rispetto alle condotte penalmente rilevanti attribuite ai propri dirigenti e apicali, in carica o cessati; condotte estranee alla propria storia e contrarie ai propri modelli di comportamento. Qualora le relative responsabilità venissero accertate giudizialmente, Cpl Concordia si riserva sin da ora di esperire ogni opportuna azione legale a tutela della società».

A riguardo la società comunica di aver nominato, quali propri consulenti legali, l’avvocato Carlo Enrico Paliero di Milano e l’avvocato Filippo Sgubbi di Bologna. 

Nella nota diffusa ieri l’azienda difende poi la propria storia e i numeri che la connotano, storia segnata comunque negli ultimi 35 anni dalla presidenza di Casari, essa stessa storia.

«È opportuno evidenziare che Cpl Concordia attualmente ha un portafoglio lavori di 900 milioni di euro grazie a contratti con centinaia di clienti sia pubblici che privati, in Italia e all’estero, che ne riconoscono costantemente il know how, la tecnologia e la professionalità. Il lavoro dei 1800 addetti della società ha prodotto e distribuito come valore aggiunto globale lordo per il territorio e gli stakeholders (fornitori, dipendenti, banche, clienti, istituzioni, azionisti) la cifra di 95 milioni di euro in ognuno degli ultimi 3 anni», insiste la nota.

«Nei 116 anni di lavoro

Cpl ha maturato un patrimonio netto di 139 milioni di euro indivisibile fra i soci che rappresenta un valore per lo sviluppo della cooperazione in Emilia Romagna e su tutto il territorio nazionale». Insomma, non si può buttar via tutto così, sembra dire l’azienda della Bassa. (ase)

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