Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Cantone a Modena per salvare la Cpl

Il presidente dell’autorità anticorruzione incontra il prefetto. E da Comuni e soci della coop arriva l’appello: «Fare in fretta»

CONCORDIA. Un “serrate le fila” fatto di reciproci incoraggiamenti, applausi e sostegno sull’intera linea del fronte. Il tutto per esorcizzare un appuntamento ritenuto decisivo: quello di oggi a Modena tra il prefetto Michele Di Bari e il magistrato Raffele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione.

È infatti da queste due figure istituzionali e da una inedita applicazione alla “concordiese” del recente decreto 90 concepito per tenere le mafie lontane dall’Expo - di cui Cant ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

CONCORDIA. Un “serrate le fila” fatto di reciproci incoraggiamenti, applausi e sostegno sull’intera linea del fronte. Il tutto per esorcizzare un appuntamento ritenuto decisivo: quello di oggi a Modena tra il prefetto Michele Di Bari e il magistrato Raffele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione.

È infatti da queste due figure istituzionali e da una inedita applicazione alla “concordiese” del recente decreto 90 concepito per tenere le mafie lontane dall’Expo - di cui Cantone è il depositario ed interprete - che Cpl, i soci e i sindaci sperano venga estratto il famoso coniglio dal cilindro.

«Perchè il tempo ci gioca contro», ha detto ieri il nuovo vicepresidente Cpl, Paolo Barbieri, intervenendo con altri cinquanta soci nella sala del consiglio comunale di Concordia, dove i sindaci dell’Area Nord - non tutti - si sono radunati per lanciare il loro appello. L’obiettivo è quello di far rientrare una Cpl ripulita da un nuovo cda («e faremo altre operazioni», ha annunciato Barbieri) in fretta nella white list.

«Dal 24 aprile, data della esclusione, l’ufficio che gestisce la partecipazione alle gare di appalto è fermo, bloccato», hanno plasticamente chiarito ieri alcuni dei soci presenti, Gianni Levratti, Ivo Sacchi e Mirco Zucchini, rompendo il muro della diffidenza che è stato costruito per i soci in queste settimane, con il “must” che i giornali hanno esagerato nel riferire dell’inchiesta, dopo una prima fase, ormai superata, nella quale il presidente Casari era visto come vittima di una montatura.

Nelle parole dei sindaci, più che dei soci, tante rassicurazioni di non voler interferire sul corso dell’inchiesta. Ma - non dichiarata - c’è la convinzione aziendalista che la magistratura di Napoli abbia a sua volta esagerato, spettacolarizzato...

In questo clima di paura e diffidenza, cifre non se ne fanno, ma c’è chi parla di un milione al giorno di perdite in commesse che non sono state acquisite, o in commesse che vengono disdette, o sospese. Ieri Barbieri ha sostenuto che finora le uniche vere disdette sono venute dal gruppo Hera e da società ad esso collegate (per 7 milioni), mentre i sindaci, che hanno partecipato martedì al cda della Cpl, hanno aggiunto che la annunciata disdetta della Regione Emilia Romagna non è ancora arrivata: «Se l’hanno annunciata è probabile che arriverà», ha dedotto Barbieri, ribadendo l’intenzione di presentare contro ogni disdetta un ricorso al Tar, per sospenderla. Di certo c’è che se da una parte le istituzioni fanno appello per la riammissione nella white list causa perdita di appalti, dall’altra quelle stesse istituzioni escludono e sospendono la Cpl dai loro appalti.

«Chiedetelo alla Regione», hanno rintuzzato i sindaci, ma anche a Mirandola, così come nei comuni del Reggiano, dell’Emilia e ben oltre, sono gli stessi Comuni a “congelare” quando va bene, quegli appalti. Anche perchè le normative antimafia cui oggi ci si appella sono le stesse che invogliano quelle “sospensioni”. Insomma, è chiaro che non sarà così comoda la tanto auspicata soluzione dal decreto 90, per quello che il sindaco di Concordia, Prandini, definisce un dramma, un «nuovo terremoto». In attesa di una riammissione alla white list, i sindaci auspicano una sorta di “autotutela” della Prefettura che, a fronte dei nuovi segnali di “redenzione”, sospenda il suo provvedimento di esclusione dalla white list di Cpl. Meno praticabile, ha ammesso anche il sindaco di San Possidonio, Accorsi, il ricorso a commissari per gli appalti, previsto anche quello dalla normativa “Cantone”.

A Cpl parliamo infatti di un migliaio di commesse, corrispondenti solo in Italia a 850 milioni di euro. E soprattutto parliamo di mille lavoratori. Così dal sindaco di Medolla, Molinari, è arrivato il compendio forse meno applaudito ma più essenziale: «Auspichiamo che le normative siano applicate sì, ma con il buon senso». (a.setti)