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Arrivano i Partigiani: la festa nazionale in centro e a Fossoli

La presidente Aude Pacchioni: «C’è bisogno di Resistenza e Antifascismo per evitare che l’Italia torni al Ventennio»

Carpi capitale dell’Anpi per 4 giorni. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia da sabato e fino a martedì, festa della Repubblica, sarà presente in ogni angolo del centro con i suoi gazebo e le sue iniziative per riaffermare i principi della democrazia e dell’antifascismo.

Perché la festa nazionale dell’Anpi proprio a Carpi?

«Perché Carpi - spiega Aude Pacchioni, classe 1926, presidente provinciale dell’associazione - ha un alto valore simbolico per le nostre lotte: sul suo territorio c’è l’ex campo di concentramento, è medaglia d’oro al valore civile, è una zona ad alta densità partigiana..., poi è una città democratica».

Quando dice “alta densità partigiana” si riferisce al passato?

«Non solo. Carpi ha un elevato numero di iscritti, oltre mille su 6mila in provincia. La nostra è un’associazione viva e vitale che tra i suoi volontari conta tantissimi giovani che hanno capito quanto è importante difendere i valori della nostra Costituzione».

Però mai come adesso, a livello nazionale, stanno prendendo forza gruppi politici opposti al vostro, vedi CasaPound.

«Purtroppo quei ragazzi, qualcuno anche in buona fede, non si rendono conto che le loro proposte ci portano indietro al Ventennio. Non ci può essere un buon futuro, modernità e prosperità quando c’è un uomo solo al comando. Sono affermazioni che faccio con pacatezza, ma non mi impedisca di dire chiaramente che queste organizzazioni di ispirazione fascista non rispettano la nostra Costituzione».

Il momento politico ed economico però non è facile e la gente sembra essere più che altro preoccupata di arretrare socialmente.

«È l’eredità di decenni dissennati della politica nazionale. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche se vogliamo salvarci. Renzi non avrà compito facile, ma lasciamolo provare. Dobbiamo tagliare le unghie a chi non è mai sazio».

Poi ci sono gli sbarchi dei migranti, gli islamici che vogliono aprire le moschee... tutti temi che portano la gente su binari pericolosi.

«Io sono per l’integrazione. Dobbiamo rispettare gli stranieri e farci rispettare da loro. Tutto qua. Convivere si può. Ce lo hanno insegnato i nostri nonni emigrati negli Stati Uniti e in Australia».

Le posso fare un complimento? A 89 anni ha una lucidità invidiabile.

«Mi tengo attiva facendo volontariato per l’associazione. Tutte la mattine sono in sede, poi il pomeriggio lo dedico a me stessa. Resistenza e Antifascismo sono motivazioni forti che mi danno ancora la “carica”. Spero di riuscire a trasmetterla ai giovani che incontriamo ogni anno nelle scuole della provincia».

La festa che inizia sabato che obiettivi si prefigge?

«Dobbiamo rendere coscienti i cittadini del fatto che i valori scritti nella Costituzione vanno difesi.

Non dimentichiamo che tanti sono morti nel nome della democrazia. Se dimentichiamo questo c’è il rischio che si possa nuovamente commettere gravi errori».

Quanta gente vi aspettate a Carpi?

«Il nostro slogan è: Sogno un Paese libero e democratico. Penso che saremo in tanti».

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