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Teatro anatomico dell'università, un tesoro che cade a pezzi

Costruito nel Sewttecento, è chiuso da vent'anni. Il degrado avanza in modo inesorabile e non arrivano i fondi per riparare i danni, fare manutenzione e aprire al pubblico

Lo storico teatro anatomico settecentesco dell'Università, chiuso da oltre vent'anni nei locali di viale Berengario sul retro di Palazzo Sant'Agostino, rischia seriamente di sparire a causa del degrado causato soprattutto dalla mancanza di fondi per la manutenzione e l'apertura al pubblico.

Da qualche tempo, infatti, si è creata sul tetto della sala che ospita la creazione del tardo Settecento del professore Antonio Scarpa, docente ordinario di chirurgia e di anatomia presso l'ateneo modenese ...

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Lo storico teatro anatomico settecentesco dell'Università, chiuso da oltre vent'anni nei locali di viale Berengario sul retro di Palazzo Sant'Agostino, rischia seriamente di sparire a causa del degrado causato soprattutto dalla mancanza di fondi per la manutenzione e l'apertura al pubblico.

Da qualche tempo, infatti, si è creata sul tetto della sala che ospita la creazione del tardo Settecento del professore Antonio Scarpa, docente ordinario di chirurgia e di anatomia presso l'ateneo modenese dal 1772 al 1782, una enorme falla. E si tratta di una cosa non di poco conto. Al punto che per evitare che piova all'interno del museo il buco è stato subito "tamponato" con una copertura di fortuna e si è affidato alla società modenese "Ingegneri Riuniti" un progetto del valore di 500mila euro per giungere finalmente al restauro della struttura.

Ora occorrerà attendere che si completino tutti i passaggi burocratici per dare il via alla gara per la scelta dell'impresa esecutrice dei lavori, ma appunto si lavora sull'emergenza vista la situazione attuale del teatro.

Di fronte a questo stato di cose viene da chiedersi perché l'ateneo non si sia mosso per tempo nella salvaguardia uno dei suoi beni principali, contenuto all'interno degli storici musei anatomici dell'Università.

Questi ultimi, infatti, continuano ad essere chiusi e appunto il teatro rischia: si tratta di un problema legato anche alla mancata partenza del restauro del Sant'Agostino, ma i problemi a dire il vero arrivano da più lontano.

E il sisma del 2012 non ha certo aiutato la situazione. Il teatro anatomico, costruito in legno dentro la fabbrica di muratura, è un vero e proprio gioiello: il professor Scarpa lo ideò pensando all'anatomico realizzato da Fabrizio d'Acquapendente per l'Università di Padova, all'epoca giudicato il migliore esistente al mondo.

Scarpa si fece spedire nel 1774 dal modenese Girolamo Vandelli, professore di chirurgia a Padova, il modello in legno del teatro padovano e alla realizzazione modenese provvide poi il "capomastro" Lorenzo Toschi.

L'anno seguente il docente iniziò a tenere le lezioni universitarie di anatomia in viale Berengario, come spiegano alcuni disegni e documenti disponibili sul sito www.museianatomici.unimore.it.

E oggi, pur con i problemi di una manutenzione minima che solo negli ultimi anni c'è stata, la struttura è simile a quella delle origini.

Si tratta di un vero e proprio anfiteatro ad ellissi allungata, molto alto ed illuminato da quattro ampie finestre: l'arena nella quale era posto il tavolo per le dissezioni dei cadaveri, ancora conservato nel museo, è costituita da quattro ordini di sedili in legno mentre in alto è presente una piccola tribuna.

Nel 1815 la struttura fu allargata e venne anche costruita una scala di accesso per accedere agli spazi superiori, mentre in epoca moderna è stato steso solo uno smalto bianco sulle gradinate che in origine erano colorate a tempera verde acquamarina e aggiunti due televisori per il circuito interno.

Nel teatro, infatti, le lezioni sono proseguite fino al 1985. Da lì in poi un lungo degrado che rende l'intervento non più rinviabile, come la stessa Università ammette sul suo sito.