Quotidiani locali

Vai alla pagina su Il gusto
Gnocco o stria? L’eterna sfida tra le due bontà made in Modena

Gnocco o stria? L’eterna sfida tra le due bontà made in Modena

Veri classici intramontabili della tradizione gastronomica locale interpretati con diverse varianti a seconda del luogo: dalla leggenda sulle streghe bionde alla lavorazione del pane con ingredienti più golosi e saporiti

MODENA. Due classici intramontabili di una tradizione che non passa mai di moda.

Due blasoni della tavola modenese che sono stati recentemente nobilitati e si posano con nonchalance su ogni pasto, dimostrandosi pietanze versatili, succulente, apprezzate dalla maggioranza dei palati, dai più sopraffini che amano i sapori più raffinati a quelli alla buona, incantati dal loro gusto semplice, ma seducente.

leggi anche:

A_UOIQ_WEB

Tazzioli e la focaccia alla “venezuelana”

Clienti da tutta Italia raggiungono il forno Tazzioli di via Marcani a Pavullo per assaggiare la specialità tipica che propone questo esercizio, ovvero la focaccia. Ed è una miscela di sapori che...

Sono ‘il’ gnocco ingrassato, caratterizzato da uno spessore più consistente, e la stria, sottile e, talvolta, dalle sfumature scure, quasi bruciacchiate: due figure mitologiche della cultura enogastronomica modenese che hanno dimostrato e continuano a manifestare tutta la loro bontà.

IL GNOCCO INGRASSATO

Innanzitutto una precisazione lessicale. Esiste un diverbio ormai storico tra chi insiste nell’applicare pedissequamente la grammatica che vuole l’articolo ‘lo’ davanti a gnocco.

leggi anche:

02-_WEB

Come preparare un ottimo gnocco ingrassato

Per provare a preparare a casa un gnocco ingrassato servono i seguenti ingredienti: mezzo kg di farina bianca, 100 g di pancetta tritata, un cubetto di lievito di birra fresco, 250 g di acqua...

Ebbene, per la maggior parte dei modenesi è “il” gnocco fritto, come anche l’ambasciatore e cerimoniere del food modenese Massimo Bottura ha avuto modo di affermare pubblicamente in più di un’occasione e come si è soliti definirlo in linguaggio amorevolmente colloquiale.

Quasi a volergli regalare una componente affettiva personalizzata, ribattezzandolo “il” gnocco. Il gnocco ingrassato appartiene alla tradizione padana da sempre e la sua storia affonda le radici nelle famiglie più povere, dove si era soliti panificare una volta alla settimana.

leggi anche:

B-_WEB

Gli ingredienti della nonna, marcia in più

Dal 1955 in via Raffaello Sanzio c’è un appuntamento con la bontà. Inizialmente i due fratelli Malavasi e, successivamente, lo staff capitanato da Massimo Sacchi, hanno inaugurato una tradizione...

Quando si procedeva alla lavorazione del pane fatto in casa, se ne teneva un po’ da parte e si procedeva ingrassandolo: arricchendolo, quindi, con la parte di magro di rifilato del prosciutto. Questo nell’epoca moderna. In origine, invece, si era soliti insaporire questo pane con tutti gli scarti del maiale. E nelle ricette più antiche della Bassa modenese, tradizione vuole che venisse usato il brodo di cottura dello zampone.

Una volta, poi, si conservavano pane e gnocco nella madia anche per tutta la settimana, fino a quando la scorta non si esauriva.

E si respirava vero senso di comunità mentre si assaporava la calda fragranza di pane e gnocco ingrassato: capitava che le famiglie di un quartiere si radunassero tutte intorno ad un unico focolare e di utilizzare come “magazzino” un solo forno. Gli ingredienti per la versione basica del gnocco ingrassato sono: farina, lievito di birra.

leggi anche:

Sapevate che nella stria c’è l’aglio?

A casa ci si può sbizzarrire per cercare di riprodurre in modo fedele le ricette della tradizione, come nel caso della stria, che ha un procedimento molto dettagliato e preciso. La ricetta della...

LA STREGA BIONDA

Secondo un’antica credenza popolare si immaginava che le streghe, denominate ‘strie’ in dialetto emiliano, avessero la pelle giallastra.

leggi anche:

Da qui deriva il nome della stria, prodotto modenese dall’aspetto più sottile del gnocco ingrassato, schiacciata e tirata, apprezzata a livello planetario, anch’essa composto da semplici ingredienti: lievito di birra, acqua, sale, farina, strutto.

Per prepararla, un tempo, le massaie dividevano un po’ d’impasto, lo mescolavano allo strutto e ne ricavavano una sfoglia che mettevano a cuocere dopo il pane, nell’apertura del forno. In pochi minuti ecco servita la stria, sulla quale a volte cadeva la cenere conferendole quell’aspetto un po’ bruciacchiato. Ed ecco esorcizzata la strega, il cui influsso malefico veniva neutralizzato dal fuoco e dal sale grosso. La stria veniva servita ai bambini che fremevano davanti al forno per assaggiare la merenda calda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon