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Gnocco o stria? L’eterna sfida tra le due bontà made in Modena

Veri classici intramontabili della tradizione gastronomica locale interpretati con diverse varianti a seconda del luogo: dalla leggenda sulle streghe bionde alla lavorazione del pane con ingredienti più golosi e saporiti

MODENA. Due classici intramontabili di una tradizione che non passa mai di moda.

Due blasoni della tavola modenese che sono stati recentemente nobilitati e si posano con nonchalance su ogni pasto, dimostrandosi pietanze versatili, succulente, apprezzate dalla maggioranza dei palati, dai più sopraffini che amano i sapori più raffinati a quelli alla buona, incantati dal loro gusto semplice, ma seducente.

Quando si procedeva alla lavorazione del pane fatto in casa, se ne teneva un po’ da parte e ...

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MODENA. Due classici intramontabili di una tradizione che non passa mai di moda.

Due blasoni della tavola modenese che sono stati recentemente nobilitati e si posano con nonchalance su ogni pasto, dimostrandosi pietanze versatili, succulente, apprezzate dalla maggioranza dei palati, dai più sopraffini che amano i sapori più raffinati a quelli alla buona, incantati dal loro gusto semplice, ma seducente.

Quando si procedeva alla lavorazione del pane fatto in casa, se ne teneva un po’ da parte e si procedeva ingrassandolo: arricchendolo, quindi, con la parte di magro di rifilato del prosciutto. Questo nell’epoca moderna. In origine, invece, si era soliti insaporire questo pane con tutti gli scarti del maiale. E nelle ricette più antiche della Bassa modenese, tradizione vuole che venisse usato il brodo di cottura dello zampone.

Una volta, poi, si conservavano pane e gnocco nella madia anche per tutta la settimana, fino a quando la scorta non si esauriva.

Per prepararla, un tempo, le massaie dividevano un po’ d’impasto, lo mescolavano allo strutto e ne ricavavano una sfoglia che mettevano a cuocere dopo il pane, nell’apertura del forno. In pochi minuti ecco servita la stria, sulla quale a volte cadeva la cenere conferendole quell’aspetto un po’ bruciacchiato. Ed ecco esorcizzata la strega, il cui influsso malefico veniva neutralizzato dal fuoco e dal sale grosso. La stria veniva servita ai bambini che fremevano davanti al forno per assaggiare la merenda calda.

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