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Muzzarelli e la nuova provincia:«Ferrara o Reggio? Prima i contenuti»

Muzzarelli vorrebbe Modena a capo degli altri due capoluoghi: «Serve una strategia per evitare delle microregioni» SONDAGGIO: Tu con quale territorio preferisci unire la provincia di Modena? VOTA

«Il gioco dei campanili non mi piace e non credo che, aprendo il dibattito sulle aree vaste, la Regione avesse l'intenzione di lanciare la lotteria delle alleanze tra territori. Prima di discutere con chi si può fare area vasta, è meglio che ci chiariamo quali sono i contenuti e gli scopi». Ferrara o Reggio? Per ora vince la prima per attriti con la seconda.

Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena e presidente della Provincia, ha ben chiaro che il tema è uno dei primi da affrontare nella fitta agenda di settembre e quando chiede alla Regione un “supplemento di istruttoria” non sembra proprio sia per prendere tempo: «Serve un progetto reale di governo del territorio, solido dal punto di vista istituzionale, senza improvvisazioni, che non si lascia sedurre o ancora peggio condizionare dalle simpatie del momento».

Quindi ogni discorso è ancora prematuro?

«La legge Delrio la applichiamo o la consideriamo già superata? In base a quella normativa alle Province vengono assegnate specifiche competenze gestionali, dalla viabilità all’edilizia scolastica. Quando parliamo di area vasta intendiamo inserire nel ragionamento anche quel tipo di funzioni? Perché se fosse così, per discuterne servono approfondimenti e verifiche che oggi non ci sono».

Come si ragiona, quindi, in ottica allargata?

«L’area vasta può essere un punto di riferimento di politica territoriale. È in quella prospettiva strategica, sia urbanistica sia politica, che le avevamo indicate nel Piano regionale territoriale 2010. Se invece diventano anche strutture gestionali, le cose si complicano e il rischio è quello di creare due o tre microregioni».

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Dicono che in Regione troppo spesso lei sbatta i pugni sul tavolo.

«In questa fase la Regione deve svolgere un ruolo di regia e di guida del processo di riordino istituzionale. La legge sulle Province offre delle opportunità, anche nella prospettiva di razionalizzare le risorse per la gestione, ma se la direzione è quella di affiancare alla Città metropolitana delle microregioni, vedo forte il rischio che salti proprio il ruolo guida della Regione».

Area vasta ormai è diventato un tormentone: per lei cosa significa?

«Ho sempre descritto le attuali Province come delle Unioni provinciali dei Comuni, strumenti per gestire in modo il più possibile condiviso ed efficace infrastrutture e servizi di importanza per tutto il territorio provinciale. Ma è pensabile trasferire questo strumento in un’area vasta? Qualcuno ritiene sia possibile unire la gestione delle scuole superiori da Fidenza a Ostellato? O la manutenzione delle strade da Castelnuovo Monti ai Lidi? L’area vasta è la prospettiva nella quale definire strategie, non è pensabile impostare le gestioni in quello scenario. E poi l’Emilia non è la Romagna: qualcuno può davvero immaginare un’unica Asl per tuta la via Emilia, da Modena a Parma?».

Dove si deve collocare Modena?

«L'area vasta non si fa contro qualcuno, Modena contro Bologna, Reggio contro Modena… È un processo che deve avere un obiettivo in positivo, a favore di qualcosa. Detto che con solo tre macro aree secondo me si indebolisce l'impianto regionale, ogni considerazione su Modena deve tener presente che, insieme a Bologna e Reggio, rappresenta una delle dieci aree economiche più importanti in Europa con una grande vocazione all'innovazione e all'export: dal meccanico all'agroalimentare, dal ceramico al biomedicale, fino alla moda e con l'ambizione di iniziare a parlare seriamente anche di opportunità turistiche».

E Ferrara?

«In questo contesto c'è anche Ferrara, che fa parte di questo sistema economico e produttivo che considera l'aeroporto di Bologna il proprio aeroporto di riferimento, che ha due stazioni per l'alta velocità a Bologna e Reggio, un sistema fieristico che fa perno su Bologna per le grandi manifestazioni come il Cersaie ma ha un ruolo significativo anche sul territorio. E che è impegnato in progetti infrastrutturali importanti come la Bretella Campogalliano - Sassuolo (con i miglioramenti già chiesti rispetto ai pedaggi e allo scalo merci) e la Cispadana che, appunto, condividiamo con il Ferrarese».

Quali prospettive ci sono?

«Ai territori serve uno strumento flessibile che, una volta chiarita la prospettiva strategica della pianificazione, consenta di definire accordi e convenzioni sui punti di interesse comune. Se Ferrara, per esempio, sarà in area vasta con Modena e Reggio, sui temi che riguardano la costa dovrà però ragionare con la Romagna, così come Modena ragiona con Bologna se parliamo di turismo della neve o Reggio con Parma e Piacenza per la gestione dei rifiuti. Questo è uno degli aspetti che dobbiamo sviluppare nel confronto previsto già da settembre».

Non è l'unico tema di settembre...

«Sarà un mese intenso: il nuovo stadio Braglia, la delibera per il completamento delle Mattarella e tanti appuntamenti. Il concerto in piazza del 6 settembre dedicato a Pavarotti nell’anno dell’80º della sua nascita, l’ingresso del vescovo Erio Castellucci che incontrerà i sindaci in piazza Roma. Nella stessa settima parte anche la Summer school sui temi delle politiche europee ed è prevista la partecipazione di Federica Mogherini, Alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione europea. Poi l’atteso Festival Filosofia».

L’agenda politica sarà piuttosto delicata.

«Il consiglio comunale riprende l'attività con un'attenzione particolare per la scuola, alla quale sarà dedicata una specifica seduta, e per l'avvio della riflessione sul Piano strutturale comunale, il Psc, dopo la presentazione del documento della giunta a fine luglio. E si occuperà anche delle nuove procedure per le nomine di competenza del sindaco, sempre più all'insegna della trasparenza. Il 10 settembre scade il termine per la presentazione della candidature per il consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. È un passaggio importante per la città e sceglieremo sulla base dell'interesse di Modena e nello spirito del Patto per la crescita sottoscritto con tutti i soggetti del sistema sociale ed economico».

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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