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Scosse di terremoto: in un pozzo di Medolla da giorni l’acqua era quasi bollente

L'episodio è collegabile alla doppia scossa di martedì 20 ottobre? Il proprietario aveva fatto la segnalazione alcuni giorni fa Intervento dei vigili. È arrivata a 43 gradi e ieri erano attesi alcuni geologi

MEDOLLA. Le terre calde di Camurana avevano puntualmente annunciato il terremoto. Come era già accaduto nel 2012, infatti, nei giorni scorsi si è registrato un surriscaldamento in tutti i pozzi “sensibili” del territorio, con temperature attorno ai 50 gradi. Quattro anni fa il fenomeno si era registrato anche in altri Comuni, come a ridosso del Panaro a Camposanto, dove le segnalazioni dei residenti erano state prese con scherno dalle istituzioni, salvo poi accorrere, all’indomani del sisma, tra tanto interesse scientifico e curiosità. Quella di Medolla resta storicamente uno dei territorio più particolari da questo punto di vista. Ci sono fondi agricoli dove il grano matura prima, proprio in virtù delle temperature diverse dell’acqua di falda e di superficie.

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E così quando sabato scorso i proprietari che utilizzavano un pozzo nel cantiere della loro casa in ricostruzione in via Camurana hanno attinto l’acqua si sono scottati. Il proprietario ha chiamato i vigili del fuoco che hanno accertato l’entità di un fenomeno che si rinnovava. Proprio ieri era attesa a Camurana una squadra di tecnici chiamata per verificare la situazione e accertare se potessero essere collegati a qualche “ebollizione” foriera di movimenti tellurici.

Ma il terremoto è arrivato prima della visita dei tecnici. Il fenomeno delle terre calde di Camurana era conosciuto e segnalato dai geologi almeno da un secolo e mezzo, ma è diventato appunto famoso poco prima del 2012, quando venne portato ad esempio del pericolo che si determinasse un collegamento tra il sottosuolo profondo e la superficie a dispetto di quanti rassicuravano del contrario, per far costruire il famoso deposito gas di Rivara.

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«Una decina di giorni fa ci siamo accorti che l’acqua del pozzo era calda – commentano i proprietari del fondo di via Camurana, dove sorge il pozzo che ha una capacità di 200 quintali d’acqua – Tuttavia, non ci siamo preoccupati più di tanto, né abbiamo ritenuti di trovarci di fronte a qualcosa di strano: io pensavo che l’acqua fosse tiepida per la differenza di temperatura rispetto all’estate e, con quell’acqua, ho pulito un’attrezzatura. Poi, man mano che i giorni passavano, ci siamo resi conto dell’innalzamento della temperatura che, negli ultimi tre giorni, è arrivata a 43 gradi. Dal pozzo, addirittura, vediamo che viene emanato del vapore: quando la temperatura si abbassa, verso sera, o al mattino presto, si vede salire il vapore della condensa...». (s.a.)

 

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