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Devis, l’arrestato di Novi non parla, torna subito in libertà

Il giudice gli fa la ramanzina e lo rimanda a Novi. Scatta la caccia ai complici

NOVI. Devis Lucchesi è già tornato a “casa”, nel campo nomadi di via Gazzoli a Novi. Il rientro ieri pomeriggio, dopo un breve passaggio in caserma dai carabinieri, per le formalità. Dovrà stare agli arresti domiciliari.

Ieri mattina, poche ore dopo l’assalto alla tabaccheria “Thank you for smoking” è stato accompagnato in tribunale a Reggio. Vent’anni, padre di un bimbo piccolo avuto da un’altra nomade, resta accusato di furto aggravato e ricettazione (relativamente al furgone usato per il r ...

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NOVI. Devis Lucchesi è già tornato a “casa”, nel campo nomadi di via Gazzoli a Novi. Il rientro ieri pomeriggio, dopo un breve passaggio in caserma dai carabinieri, per le formalità. Dovrà stare agli arresti domiciliari.

Ieri mattina, poche ore dopo l’assalto alla tabaccheria “Thank you for smoking” è stato accompagnato in tribunale a Reggio. Vent’anni, padre di un bimbo piccolo avuto da un’altra nomade, resta accusato di furto aggravato e ricettazione (relativamente al furgone usato per il raid e risultato rubato). In udienza – davanti al giudice Andrea Rat – il nomade è stato difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi.

Non ha manifestato alcuna intenzione di collaborare, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Per il 20enne il sostituto procuratore Maria Rita Pantani aveva chiesto la misura cautelare in carcere.

Dalla camera di consiglio il giudice Rat è invece uscito con la convalida solo per l’accusa di furto, mentre non ha convalidato la ricettazione in quanto l’arresto non è avvenuto in flagranza come prevede questo specifico reato. Sulla misura cautelare sempre il magistrato ha ritenuto gli arresti domiciliari nel campo-nomadi adeguati per una persona incensurata. Ma il giudice Rat non ha risparmiiato una ramanzina al giovane indagato. Essendo grave quanto avvenuto, sarebbe stata adeguata anche la misura restrittiva del braccialetto elettronico, ma non potendo averne a disposizione ha allora disposto il divieto di comunicare all’esterno. «È stato salvato dalla giovane età – ha detto il giudice rivolgendosi a Lucchesi – ma si ricordi che alla minima violazione finirà in carcere». La vicenda verrà riaffrontata in tribunale mercoledì prossimo. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per cercare di dare un volto agli altri quattro complici del ventenne. Gente disposta a tutto che, dopo la spaccata nella tabaccheria per arraffare quattro videopoker, non si è fermata nemmeno per il sistema d’allarme scattato, per non parlare delle urla del pensionato che abita sopra al negozio preso di mira. Fino ai colpi di pistola. (ts)