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Grande distribuzione, oggi lo sciopero

Coinvolti 18mila lavoratori modenesi ma non sono prevedibili chiusure. Cgil: «Possibili difficoltà per Coop Estense»

I lavoratori modenesi interessati sono circa 18mila e 500 saranno oggi a Modena in piazza Matteotti a manifestare e – secondo le stime del sindacato – certi punti vendita avranno difficoltà a rimanere aperti per tutto il giorno. Oggi, infatti, per l'intera giornata i lavoratori del commercio della grande distribuzione privata e cooperativa e delle aziende del commercio aderenti a Confesercenti incroceranno le braccia, chiedendo il rinnovo dei contratti nazionali, scaduti da quasi due anni. Al centro della vertenza le catene della grande distribuzione organizzata che fanno riferimento a Federdistribuzione, quindi – solo per citarne alcuni – Metro, Panorama, Unes, Decathlon, Zara, Conforama, Pull & Bear ed Esselunga; poi c'è la distribuzione cooperativa, dunque Coop Estense, e infine le catene come Conad e i piccoli negozi che applicano il contratto di Confesercenti.

«In questi settori – spiega Paolo Montalti della Filcams/Cgil che terrà le conclusioni in piazza Matteotti a nome anche delle altre organizzazioni sindacali Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil – in provincia di Modena sono occupati circa 18mila lavoratori, ci aspettiamo un'adesione alta. Siamo quasi certi che molti punti vendita, in particolar modo di Coop Estense, difficilmente riusciranno a rimanere aperti tutto il giorno per mancanza di personale, che deciderà dunque di aderire allo sciopero».

Alle 9.30 in piazza Matteotti i delegati porteranno la loro testimonianza nelle varie catene in cui sono occupati. Al centro della vertenza, il mancato rinnovo del contratto nazionale, in primo luogo della Grande distribuzione organizzata, che si protrae da ormai due anni «e che continua – spiegano dal sindacato – a scontare posizioni di assoluta rigidità e un atteggiamento dilatorio da parte di Federdistribuzione. Federdistribuzione inoltre, nonostante il recente rinnovo contrattuale sottoscritto con Confcommercio lo scorso 30 marzo, ad oggi continua a dichiarare indisponibilità rispetto all’erogazione degli aumenti previsti». Insieme alla grande distribuzione c'è Confersercenti, con la quale invece la trattativa – denuncia la parte sindacale – non è mai decollata. «Ad oggi – prosegue il sindacato – non si è ancora resa disponibile a un accordo per il rinnovo, creando in tal modo disparità di trattamento per i lavoratori dipendenti delle aziende loro associate».

«Diciamo no alla destrutturazione del contratto nazionale di lavoro del terziario, distribuzione e servizi - afferma il segretario generale della Fisascat-Cisl Emilia Centrale Enrico Gobbi - Confermiamo la nostra disponibilità a trattare sulla flessibilità organizzativa del lavoro, da ricondurre nell'ambito del confronto decentrato nel quale possono essere individuate nuove formule per accrescere la produttività aziendale. Rispetto alle esigenze delle imprese di aumentare la produttività attraverso una maggiore sostenibilità dei costi, ribadiamo la nostra ferma contrarietà alla drastica riduzione del costo del lavoro, ai tagli degli automatismi contrattuali riferiti agli scatti di anzianità e ai passaggi di livello, come anche alla sospensione degli istituti economici della tredicesima e quattordicesima mensilità per la

maturazione del trattamento di fine rapporto». Da qui la scelta di lavoratori e sindacati di proclamare due giornate di sciopero, oggi e sabato 19 dicembre (ieri e venerdì 18 per coloro che lavorano dal lunedì al venerdì), «a sostegno dei rinnovi contrattuali, in difesa di diritti e salario».

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