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Il “covo” di Modena segnalato al Ministero

Pc, cellulari e mappe di Parigi, Londra e Belgio: il materiale sequestrato sarà analizzato dalla Digos. Il proprietario del materiale, un marocchino è stato immediatamente rimpatriato e messo sull'aereo verso il suo Paese

MODENA.  Il caso è stato segnalato al Ministero. E ora, con calma, cellulari e computer verranno esaminati, minuziosamente aperti, passati al setaccio. Una fase due, quella degli accertamenti, delle investigazioni, degli interventi dei tecnici informatici. La Digos di Modena è dunque al lavoro per fare luce su quello strano rinvenimento di materiale tecnologico (pc, tablet, hard disc, una decina di telefoni cellulari, oltre venti schede telefoniche e diversi navigatori satellitari) che si tr ...

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MODENA.  Il caso è stato segnalato al Ministero. E ora, con calma, cellulari e computer verranno esaminati, minuziosamente aperti, passati al setaccio. Una fase due, quella degli accertamenti, delle investigazioni, degli interventi dei tecnici informatici. La Digos di Modena è dunque al lavoro per fare luce su quello strano rinvenimento di materiale tecnologico (pc, tablet, hard disc, una decina di telefoni cellulari, oltre venti schede telefoniche e diversi navigatori satellitari) che si trovava in compagnia di cartine e mappe di Parigi, Londra e Belgio. Un connubio non certo rassicurante. Un ritrovamento casuale, avvenuto durante le operazioni di sfratto esecutivo in un appartamento in centro a Sassuolo e che vedeva il supporto degli agenti del commissariato locale.

TUTTO NASCE DA UNO SFRATTO A SASSUOLO. I poliziotti infatti, una volta all’interno, hanno trovato una persona che non doveva essere lì, un giovane marocchino “in subaffitto”, che occupava abusivamente una stanza e che occupava anche il suolo italiano abusivamente. Ai primi controlli infatti è risultato essere un clandestino, in possesso di un passaporto marocchino, per il quale c’era un passato provvedimento di espulsione. A suo carico risultano alcuni precedenti per reati contro il patrimonio.

E così i poliziotti del commissariato, dopo aver sequestrato il materiale in quella stanza che a tutti è parsa essere un vero e proprio centro attrezzato, hanno denunciato il marocchino per ricettazione.

L’uomo infatti pare che all’atto del controllo e del suo successivo fermo per chiarire la sua posizione, non abbia dato alcuna spiegazione sulla presenza di tutto quel materiale e men che meno su quelle mappe.

Denuncia per ricettazione. Un atto dovuto, viene da dire.Dal commissariato di Sassuolo è stata immediata la segnalazione del “covo” alla Digos di Modena.

IL MAROCCHINO DOVEVA GIA' ESSERE ESPULSO. Il marocchino, irregolare e con una espulsione da eseguire alle spalle, è stato mandato via. Espulso. Preso e portato in Marocco. A tempo di record. Non era forse opportuno trattenerlo, interrogarlo, verificare legami, fare tutte le indagini con lui fisicamente presente? Ha rilasciato qualche dichiarazione? Ha spiegato per quali motivi ci fossero le mappe di quei posti?

A queste domande il dirigente della Digos, Valeria Cesarale ha risposto: «Son cose da Digos.... I modi e le procedure, il come fare le indagini spetta alla Digos. Il tutto fa parte delle nostre indagini il cui contenuto ovviamente non può essere svelato. L’espulsione? Quel soggetto era irregolare e doveva essere espulso. Il materiale è stato sequestrato dagli agenti del commissariato e ora noi procederemo ad analizzarlo».

INDAGINI, IL PARERE DEL QUESTORE. Sulla vicenda interviene anche il questore Giuseppe Garramone: «Segnaliamo al Ministero tutti i casi sospetti e anche quelli che in qualche modo possono esserlo, anche le telefonane anonime. A maggior ragione un caso come questo è stato segnalato. Se ciò non fosse avvenuto, l’avrei fatto io stesso non appena l’avessi appreso. Non è stata comunque una espulsione dettata da motivi di ordine pubblico, di quelle “straordinarie” per intenderci, è stata una “normale” espulsione. È chiaro che ora si sta indagando sul materiale ritrovato».