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Alluvione 2014/Rimborsi, i soldi latitano I negozianti di Bomporto alzano la voce

Sistema degli indennizzi pachidermico: si attende la liquidazione da mesi I commercianti: «Datevi una mossa». «Mi chiedono le fatture di 26 anni fa»

BOMPORTO. È un’attesa febbrile quella dei commercianti che hanno deciso di investire nuovamente sul centro del paese, nonostante gli ingenti danni provocati dall’alluvione del 2014: attendono con ansia i risarcimenti delle spese sostenute per riaprire l’attività. Somme che per il momento latitano nonostante la domanda sia stata regolarmente presentata. Tra gli esercenti che hanno deciso di riscommettere su Bomporto c’è Gionata Rinaldi, titolare dell’omonima macelleria di via per Modena.

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BOMPORTO. È un’attesa febbrile quella dei commercianti che hanno deciso di investire nuovamente sul centro del paese, nonostante gli ingenti danni provocati dall’alluvione del 2014: attendono con ansia i risarcimenti delle spese sostenute per riaprire l’attività. Somme che per il momento latitano nonostante la domanda sia stata regolarmente presentata. Tra gli esercenti che hanno deciso di riscommettere su Bomporto c’è Gionata Rinaldi, titolare dell’omonima macelleria di via per Modena.

«Per il momento non abbiamo ancora niente, sono andato a controllare il conto corrente, ma… nulla - dice - i tecnici, il 22 settembre, sono venuti a fare un sopralluogo e dovrebbe essere tutto conforme alla procedura prevista. È un buon segno, dovrei essere sulla strada giusta e ora aspettiamo che la situazione si sblocchi. Per rifare il negozio ho speso 60mila euro e prevedo di ricevere un risarcimento del 60% sulle scorte di magazzino e dell’80% sul resto delle spese. In tutto, a conti fatti, mi spetterebbero 47mila euro. La domanda l’abbiamo presentata in aprile, sinceramente mi aspettavo una risposta positiva già alla fine di ottobre».

Stessa storia quella di Michela Spicacci, del bar Blue Roses di piazza Roma. «Abbiamo conteggiato 80mila euro di danno - aggiunge Michela - La domanda è stata presentata per l’intera somma alla fine di settembre: finora ho già anticipato 20mila euro e spero che presto mi arrivi una risposta. Appena conosceremo il rimborso potremo decidere quanto investire i lavori di ripristino necessari, che non sono ancora finiti».

Da Robbi Casa i danni sono alti, altissimi per chi ha un’attività commerciale che non può più contare sul giro di clientela precedente all’alluvione. Ma non ci si perde d’animo e tutte le mattina si riapre. «Per il negozio non abbiamo ancora ricevuto nulla - sottolinea Roberto Bernaroli - ora ci troviamo a fare i conti con problemi enormi: mi risarciranno, infatti, solo quanto ho ricomprato e non il valore della merce andata perduta a causa dell’inondazione. A fronte di un danno per 17mila euro, ho ricomprato articoli per 2-3mila. Questo perché il risarcimento viene fornito sulla base della tracciabilità: vale a dire, devono esserci documenti che certificano quanto è andato perso sotto l’acqua. Che è una bella incongruenza: perché se il mio negozio è stato completamente danneggiato, significa che non ho più nemmeno i documenti per dimostrare l’acquisto della merce perduta… Per noi, inoltre, non è certo la prima alluvione e il traffico di clienti non è quello di prima».

Dopo svariate richieste di integrazione alla domanda di risarcimento, Simona Zoboli (Profumeria Simona) desidera che si faccia in fretta. «Mi hanno chiesto addirittura le fatture di quando ho aperto, 26 anni fa: sarebbe invece meglio si dessero una mossa. Noi, come importo del danno, siamo vicini ai 70mila euro, tra arredi e merce. È stato rifatto tutto nuovo, dall’illuminazione al riscaldamento. Non ho speranza che mi rimborsino tutto ma almeno una buona parte».