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Vignola "Credete in Dio o in Allah?" si sono consegnati i quattro colpevoli

I giovani, tutti di età compresa tra i 22 e i 24 anni, si sono presentati ai carabinieri: "Era solo una goliardata"

VIGNOLA. Si sono consegnati ai carabinieri di Vignola i quattro stranieri che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio hanno fermato e minacciato con una pistola a salve un gruppo di ragazzini, chiedendo loro: "Credete in Dio o in Allah?". Ai militari hanno raccontato di essere stati protagonisti di una "goliardata" e di aver sparato colpi a salve. Hanno tutti un'età compresa tra i 22 e i 24 ed hanno consegnato anche la scacciacani con cui hanno sparato.

 

Un'aggressione terribile ai danni di cinque ragazzi minorenni martedì notte in via Resistenza a Vignola. Secondo la ricostruzione effettuata da diversi genitori dei ragazzi, tutti di famiglie vignolesi e di età compresa tra i 16 e i 17 anni, il gruppo di giovani, che stavano rientrando nelle loro case a piedi dopo una serata trascorsa in pizzeria, è stato fermato da una banda di sei adulti magrebini, all'altezza dell'incrocio con via della Pace, non lontano dal bar Dolce Vita.

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UNA SITUAZIONE DRAMMATICA. La tensione è salita subito alle stelle e i ragazzi sono andati nel panico, trovandosi inaspettatamente ad avere a che fare in piena notte – erano circa le 23,30 di martedì - con sei magrebini del tutto sconosciuti. La situazione è degenerata, con risvolti inquietanti. I magrebini, infatti, hanno minacciato i ragazzi sparando in aria un primo colpo di pistola, quindi intimando loro di radunarsi in gruppo (qualcuno riferisce anche che li abbiano messi in fila, ma questo sarà un aspetto da chiarire). Infine i magrebini hanno chiesto loro qualche cosa del tipo: «Credete in Dio o in Allah?».

"NON CREDIAMO IN NIENTE". I ragazzi, completamente terrorizzati, avrebbero risposto: «Non crediamo in niente». A questo punto, i magrebini hanno allora “liberato” tutti i ragazzi tenuti in ostaggio, facendo loro capire che si trattava di uno scherzo, ma sparando in aria altri due colpi di pistola. Una volta rientrati a casa, è iniziata la “fase 2” di questa terribile notte vissuta dai cinque giovani vignolesi. C’è infatti chi ha raccontato subito l’accaduto ai genitori, chi ha avuto qualche timore in più a farlo. Il denominatore comune è stato quello del terrore, dal momento che quanto successo ha letteralmente angosciato gli sfortunati protagonisti di questa vicenda.

LA DENUNCIA. A due giorni dall’accaduto, alcuni dei ragazzi coinvolti si sono fatti coraggio e, accompagnati dai rispettivi genitori, hanno presentato denuncia presso i carabinieri di Vignola. E le indagini sono subito scattate, tanto che i militari, l'indomani, hanno perlustrato tutta la zona.

LA REAZIONE DEL PD. "Un episodio sconcertante, dai contorni non ancora ben definiti, sul quale occorre fare al più presto piena luce. Le minacce a cinque minorenni da parte di un gruppo di magrebini, almeno stando agli elementi riportati dai media locali, è fatto inedito per il vignolese, capace di produrre grande allarme sociale tra le famiglie e nell’intera comunità locale. Esprimiamo vicinanza ai ragazzi minacciati e alle loro famiglie.  Auspichiamo che gli investigatori possano chiarire al più presto tutti gli aspetti della vicenda, assicurandone alla giustizia i responsabili. Queste sono terre nelle quali le comunità di stranieri sono bene integrate: episodi come questi rischiano di minare il clima di reciproca fiducia"

LA FIACCOLATA DELLA LEGA. la Lega Nord di tutta l’Emilia organizzerà, a giorni, una fiaccolata per le vie del paese. Lo annuncia il neosegretario del Carroccio emiliano Gianluca Vinci, promotore dell’iniziativa. ““Fatti inaccettabili. Non importa che la pistola fosse vera o finta, quel che disgusta, allarma e indigna è il gesto. Solidarietà ai ragazzi e alle loro famiglie. A Vignola - dove la Lega è in maggioranza - abbiamo già impedito l’apertura di una moschea, andiamo avanti e - ora - vogliamo bloccare anche quella di Castelfranco Emilia. L’Islam con la Lega non passa”. Il fatto approda anche in Regione dove il capogruppo leghista Alan Fabbri e il collega Stefano Bargi, che è originario proprio della provincia modenese, parlano di “atto gravissimo e allarmante” e invocano “l’espulsione degli immigrati responsabili” e una “stretta anti-islam in tutta la Regione”. “La reazione della Lega sarà fermissima, scenderemo in strada per dimostrare che la Lega non abbassa la testa”. “Fatti come questi non sono mai stati tollerabili e ancora meno oggi che viviamo in un clima di tensione esasperante. Mai più moschee sul nostro territorio, basta immigrazione, stop accoglienza dei falsi ‘profughi’. Non vogliamo fare la fine di Colonia”.

FORZA NUOVA, ARRIVA FIORE. Il coordinatore provinciale di Forza Nuova, Ivano Ribezzo, commenta così: "Quello che è accaduto a Vignola non è che l' ennesimo caso di razzismo ai danni degli Italiani ed evidenzia come questa marmaglia straniera si senta in diritto, nei nostri confini, di spadroneggiare e fare quello che gli pare, ben conscia delle falle del sistema giudiziario italiano. È inoltre chiarissimo come il sistema di integrazione abbia miseramente fallito, anche alla luce dei recenti crimini avvenuti a Parigi e a Colonia; infine è doveroso sottolineare come i cristiani siano sempre più perseguitati dai musulmani, che evidentemente non si fanno scrupoli a compiere vessazioni di questo genere in quella che è la nazione patria del Cristianesimo. Annunciamo, pertanto - conclude - una forte mobilitazione per sabato prossimo, 16 gennaio, proprio a Modena in piazza XX Settembre al grido "Modena non sarà Colonia", sulla scia della protesta che sempre il 16 gennaio vedra' anche Mantova in prima linea." Sarà presente anche Roberto Fiore.

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