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In Appennino burrasca e disastri, in pianura temperature anomale

Raffiche di vento oltre 238 km/h: un camion ha fatto vela a Pievepelago e si è cappottato, cadono tegole in centro, alberi a Zocca 

Vento fortissimo con velocità, rilevate alla Croce Arcana, che hanno raggiunto i 238 chilometri all'ora. Il pohn ha creato una situazione anomala un po' in tutta la provincia con temperature a Modena che sfiorano i 18 gradi mentre in Appennino, oltre alla neve sciolta che ha costretto a chiudere tutti gli impianti di sci, si fanno i conti con i danni.

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Lavoro intenso per i vigili del fuoco di Pavullo e i distaccamenti volontari, chiamati a più riprese su varie situazioni di pericolo. A Pievepelago un camion telonato, mentre transitava sulla Sp324 ha subìto un effetto vela e si è pericolosamente inclinato sul guardrail del ponte che sormonta un burrone. Sempre a Pieve è stata chiusa via Roma a causa delle tegole cadute dagli edifici.

Problemi anche a Zocca dove un albero è stato sradicato dalle folate di vento ed è precipitato sulla circonvallazione senza comunque colpire auto in transito.

Il bollettino di Hera

I tecnici Hera stanno facendo fronte a interruzioni del servizio elettrico, sull'Appennino, causate dalle forti raffiche di vento che stanno provocando la caduta di piante sulle linee aeree di media tensione. I disservizi stanno interessando in particolare le zone di Sestola, Fiumalbo, Montecreto, Acquaria e la zona del Lago Santo. Anche a Gombola di Polinago si sono verificate interruzioni del servizio, che sono attualmente risolte.

Il vento, che nel frattempo sta causando la caduta di altre piante, sta rendendo difficili anche le operazioni di sostituzione dei cavi, poiché impedisce ai tecnici di salire sui pali di sostegno. "Le operazioni di ripristino del servizio - scrive Hera - sono comunque in corso e non cesseranno fino al raggiungimento della completa normalità".  

Ecco il bollettino meteo elaborato da Luca Lombroso, studioso dell'università di Modena. 

"La depressione Daniella, inserita nel più vasto ciclone extratropicale Carolina sta determinando la tempesta di foehn Appenninico in corso, che ha fatto soffiare il vento con forza da uragano, a 238 km/h sul crinale appenninico presso la stazione al passo della Croce Arcana del sito www.meteosestola.it . La perturbazione associata scaricherà piogge lungo il crinale mentre in pianura padana gli effetti orografici sottovento stanno portando temperature oltremodo primaverili. Non è la prima volta che questo succede negli ultimi anni, un chiaro segnale del clima che sta cambiando".

"Nei prossimi giorni - prosegue Lombroso - le temperature diminuiranno in un quadro di variabilità. Giovedì una perturbazione, per quanto veloce, potrebbe almeno imbiancare l'Appennino, questo però non deve fare dimenticare i chiari segnali che ci manda il sistema climatico. A fine settimana il disporsi lungo i meridiani di un campo di alta pressione fra l'Atlantico e la penisola Scandinava porterà aria fredda. Da notare però che, pur in presenza di un previsto sensibile calo termico, le perturbazioni al momento appaiono piuttosto veloci, per cui è prematuro prevedere e men che meno dettagliare eventuali nevicate con la N maiuscola".

Il rapporto sul meteo a cura dell'Università

Temperature insolite per l'inizio di gennaio quelle rilevate oggi a Modena e Reggio Emilia dall'Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria 'Enzo Ferrari' Dief di Unimore - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - che avvicinano i record del 2007 e del 2000: responsabile della situazione il vento foehn, ma da metà settimana le temperature ritorneranno ai valori tipici del mese. Puntuale, e previsto - aggiunge l'Osservatorio di Unimore - l'episodio di foehn appenninico stato accompagnato da temperature oltremodo miti, addirittura primaverili, nelle stazioni di rilevamento dell'Osservatorio Geofisico universitario.

"Il sentore - spiega l'esperto meteorologo dell'Università Luca Lombroso - si avuto in mattinata, quando già in Romagna si erano avute temperature, all'alba, di 14-15 gradi, più tipiche di mattinate di giugno piuttosto che di gennaio. Poi, via via il foehn ha fatto irruzione a Bologna, quindi a Modena est, con una curiosa situazione attorno alle 11, che vedeva 17 gradi alla stazione di rilevazione del Campus universitario Dief e soli 8 gradi alla stazione storica del centro in Piazza Roma, così come a Reggio Emilia. La dinamica del vento ha portato successivamente un repentino sbalzo a 18 gradi circa a Reggio Emilia attorno a mezzogiorno".

Alle 13.30 anche l'intera città di Modena ha visto entrare raffiche di vento a 57 km/h con le temperature salite nel frattempo a massime di 17.6 gradi in Piazza Roma, a 19.9 gradi al Campus Dief e 18.9 gradi a Reggio Emilia, al Campus universitario San Lazzaro. Alle 15 poi a Reggio Emilia il foehn cessato e le temperature sono ridiscese a 10.9 gradi.

Resta imbattuto - sottolinea la nota - il record di caldo di gennaio di +22.4 gradi nella stazione storica dell'Osservatorio Geofisico universitario di Modena posta sul torrione orientale del Palazzo Ducale, rilevata il 19 gennaio 2007 e anche quello di +19.4 gradi del 18 gennaio 2000. Il caldo odierno comunque si colloca a livello dei record assoluti registrati fino a tutto il XX secolo.

"Il foehn, vento caldo discendente dal versante sottovento di una catena montuosa, in questo caso l'Appennino, - chiarisce Luca Lombroso - non di per se un fenomeno nuovo per le nostre zone. Quello che invece è una novità la facilità con cui, negli ultimi anni, porta temperature primaverili in pieno inverno". 

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