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Una famiglia del terremoto vive senza elettricità nei Map: pagano i vicini di casa

Fornitura tagliata per 400 euro non saldati, c’è anche una bimba piccola e gli sfollati raccolgono i soldi

SAN POSSIDONIO. Un piccolo, grande gesto, magari un importo limitato, ma dal valore solidale immenso. Alcuni abitanti dei Map hanno infatti organizzato una raccolta fondi per pagare una bolletta molto “salata” ad una giovane coppia, con una bimba piccola, a cui era stata tagliata la luce nel container.

«Ci dobbiamo sostituire alle istituzioni nel risolvere i problemi - dicono gli altri “inquilini”. Dopo il terremoto siamo rimasti senza casa e senza lavoro e non sappiamo più come fare ad andar ...

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SAN POSSIDONIO. Un piccolo, grande gesto, magari un importo limitato, ma dal valore solidale immenso. Alcuni abitanti dei Map hanno infatti organizzato una raccolta fondi per pagare una bolletta molto “salata” ad una giovane coppia, con una bimba piccola, a cui era stata tagliata la luce nel container.

«Ci dobbiamo sostituire alle istituzioni nel risolvere i problemi - dicono gli altri “inquilini”. Dopo il terremoto siamo rimasti senza casa e senza lavoro e non sappiamo più come fare ad andare avanti. Chiediamo che qualcuno ci ascolti e ci aiuti. Qualcuno di istituzionale, di quelli che ci avevano promesso che non ci avrebbero lasciato da soli».

Dopo il sisma si sono sviluppate storie di solidarietà sensazionali, che hanno unito persone che prima non si conoscevano e ora si trovano accomunate dall’aiuto reciproco. Portavoce di questa storia è Eugenio Saccoccio, 58enne di origine francese, che vive a Concordia insieme alla moglie Rosy e ai figli di 14 e 18 anni. Eugenio abita in un container, di fronte alla sua abitazione “classificata E3 da demolire, come ho appreso pochi giorni fa”. La coppia è rimasta disoccupata dalla data del sisma: la ditta dove lavorava lei ha deciso di delocalizzare, mentre lui è un piccolo artigiano che svolge lavori saltuariamente. Nonostante le difficoltà, insieme ad altre famiglie residenti tra Rovereto e Concordia, i coniugi hanno deciso di aiutarne un’altra famiglia con gravi problemi.

«Siamo venuti a conoscenza di una coppia che vive nei Map di Forcello - dice Eugenio - hanno una bimba piccola, di soli 2 anni e mezzo. Nonostante questo freddo erano costretti a vivere in un container senza luce e quindi senza riscaldamento. Tutto per colpa di una bolletta da 400 euro non pagata. Mossi a pietà, abbiamo deciso di contribuire a pagare il debito in modo che Enel, ci è stato garantito, possa riallacciare l’utenza. Ma il caso per cui ci siamo attivati è soltanto uno dei tanti casi che si vivono quotidianamente nei moduli. Ci sono diverse famiglie che risiedono nei Map, e non solo, che ricevono bollette con somme esorbitanti: qui non sappiamo più come fare. Anche io ne ho ricevuta una altissima e le difficoltà nel pagarla sono enormi. Ci siamo stancati di dovere convivere con i problemi. Io mi sto pentendo di essermi trasferito in Italia dalla Francia, diversi anni fa».

Eugenio minaccia di arrivare anche a gesti dimostrativi plateali pur di sottolineare i problemi in cui incorrono i terremotati. «Arriverò allo sciopero della fame e della sete se ce ne sarà bisogno. Mi sono stufato di veder la gente soffrire per problematiche che dovrebbero risolvere le istituzioni e non i semplici cittadini».