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La pasta fresca dei ragazzi autistici con lo chef Bottura

Si chiama “Il Tortellante”, laboratorio socio-occupazionale dove ragazzi e giovani adulti imparano l’arte della cucina

Nasce a Modena «Il Tortellante», un laboratorio socio-occupazionale dove ragazzi e giovani adulti con autismo imparano a confezionare pasta fresca fatta a mano. Il progetto - spiega una nota dell’associazione organizzatrice Aut Aut Modena - si dimostra anche una buona pratica di inclusione e vanta anche un testimonial d'eccezione: lo chef Massimo Bottura, che da tempo supporta l'associazione con sua moglie Lara Gilmore. L'idea è venuta ai genitori della associazione della provincia emiliana capitale mondiale (assieme a Bologna) dei tortellini. «Questa attività è perfetta per i nostri ragazzi - commenta la presidente Erika Coppelli - perché alcuni degli aspetti limitativi propri dell’autismo si rivelano punto di forza: il perfezionismo, inclinazione alle attività ripetitive, abitudine a disporre tutto ordinatamente per file. Abbiamo scoperto che in molti hanno un vero e proprio talento per confezionare tortellini, e che anche i soggetti più compromessi raggiungono risultati inaspettati».

L'Associazione si fa garante anche della qualità terapeutica dei progetti, attraverso personale formato specificamente per l’autismo. Per il Tortellante sono presenti un team di terapiste in ciascuna sessione del laboratorio, coordinate da tre psicologhe. All'inizio e al termine del progetto, della durata di un semestre, ogni ragazzo è sottoposto ad un test di valutazione per rilevare e quantificare con metodo scientifico i progressi sul piano comportamentale.

Ma il Tortellante si rivela anche una valida esperienza di collaborazione con la comunità: sono numerosi i volontari che affiancano i ragazzi durante il laboratorio. Ruolo essenziale è rivestito da un energico gruppo di nonne, vere rezdòre emiliane, che sovraintendono alla organizzazione del lavoro, garantendo che tutto proceda nel rispetto della tradizione. Straordinaria è anche la partecipazione diffusa della realtà produttiva modenese, che ha aderito con entusiasmo all'iniziativa. Si va dagli esercizi del vicinato che ogni settimana offrono le uova, la farina e l'impastatrice per realizzare la sfoglia, fino a un folto gruppo di macellai modenesi che hanno procurato il finanziamento per avviare il progetto, donato materiali per il laboratorio (grembiuli e cappellini, contenitori e carta per alimenti), oltre naturalmente a fornire la carne per i tortellini. «Abbiamo trovato una entusiastica partecipazione di tanti amici e colleghi - afferma Piero Bettelli della Associazione

Gastronomica Modenese - perché tutti conosciamo questi ragazzi e le loro famiglie, e da tempo desideravamo fare qualcosa per aiutarli». Partecipa anche l'azienda agricola Hombre, quella fondata da Umberto Panini, che ogni settimana fornisce gratuitamente il Parmigiano per il ripieno.

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