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Modena, studenti a scuola di libertà e Costituzione

Al Wiligelmo assemblea con il professor Ciconte dedicata ai neo diciottenni «Il voto è un diritto importante: riflettete attentamente sulle vostre scelte»

MODENA.«Riflettete attentamente sulle vostre scelte». Enzo Ciconte ha incoraggiato ieri gli studenti delle quarte e delle quinte del Wiligelmo. Il liceo scientifico aveva organizzato un’assemblea nell’auditorium del Corni.

Modena, i ragazzi del Wiligelmo a lezione di libertà, diritti e Cosituzione

Il tema? “La Costituzione e i diciottenni”. «Molti di voi avranno la possibilità di votare al referendum - ha ricordato il politico - per cui riflettete attentamente su una scelta che peserà su di noi e, soprattutto, su di voi. Si tratta di confermare le libertà poli ...

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MODENA.«Riflettete attentamente sulle vostre scelte». Enzo Ciconte ha incoraggiato ieri gli studenti delle quarte e delle quinte del Wiligelmo. Il liceo scientifico aveva organizzato un’assemblea nell’auditorium del Corni.

Modena, i ragazzi del Wiligelmo a lezione di libertà, diritti e Cosituzione

Il tema? “La Costituzione e i diciottenni”. «Molti di voi avranno la possibilità di votare al referendum - ha ricordato il politico - per cui riflettete attentamente su una scelta che peserà su di noi e, soprattutto, su di voi. Si tratta di confermare le libertà politiche e sociali che, pur nel conflitto, sono state garantite». Il voto è un diritto che permette di scegliere in libertà. O almeno dovrebbe essere così.

«La criminalità organizzata è stata in grado di far eleggere sindaci - ha ripreso Ciconte - ma anche consiglieri comunali e regionali». Una realtà che non riguarda il Nord? «No, è successo almeno in Lombardia, Piemonte e Liguria», ha aggiunto l’ospite

. L’Emilia-Romagna? «La situazione non è tranquilla - ha risposto Ciconte - ma non ci sono gli stessi problemi di altrove». Insomma, «c’è bisogno di fare una nuova battaglia di liberazione» per lo scrittore. Anna Foa ha descritto il «paradigma antifascista» in Italia. Ciconte ha fatto un confronto tra criminalità organizzata e dittatura. «Sono entrambe organizzazioni totalitarie - ha ricordato l’ospite - perché non ammettono alcuna forma né di dissenso né di differenziazione. Chi ne è capo ha il diritto di vita e morte delle persone. Tuttavia, almeno i dittatori dovevano scimmiottare un qualche tribunale speciale». «La prima scelta che fa ogni regime che s’impossessa di un Paese - ha spiegato Enrico Grazioli, direttore della Gazzetta di Modena - è presidiare, chiudere, bloccare radio, giornali, tv e adesso la rete». La libertà d’informazione in Italia è sancita dall’articolo 21 della Costituzione. Secondo la classifica di Freedom House (aprile 2015) la stampa nel nostro Paese è “parzialmente libera”.

La nostra nazione compare al 65° posto della classifica mondiale su 199 Stati. Perché questo passo indietro? «La posizione nasce per le minacce e le pressioni che chi esercita la professione subisce - ha ribadito il giornalista - che in Italia sono molto più rilevanti di quelle di cui spesso ci si accorge. Lo studio considera la mafia un agente non statale che soffoca l’informazione, al pari di organizzazioni come l’Isis. Ci sono anche pressioni più sottili e meno conosciute: cause legali, denunce, querele, spesso sotto forme di minaccia o intimidazione. Le fanno gruppi industriali, criminali e anche, spesso e volentieri, eletti del popolo, che dovrebbero essere in prima linea a garantire la libertà d’informazione».

«Un giornalista deve essere libero - aveva affermato prima Ciconte - così lo siamo anche noi. Oggi alcuni giornalisti vivono sotto scorta perché hanno raccontato la verità». Quale può essere un’arma per tutelare il diritto all’informazione? «Si può diffondere la libertà d’espressione e stampa nel modo più semplice - ha concluso Grazioli, avvertendo sul rischio delle idee fasciste anche oggi - ovvero essere informati». (g.f.)