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«Inaccettabile che qui alla biblioteca Delfini di Modena si spacci»

I fruitori degli spazi comunali raccontano cosa avviene in biblioteca. E fanno anche alcune richieste

MODENA. La biblioteca comunale Delfini in corso Canalgrande è uno dei luoghi più frequentati del centro modenese. Il bar all'interno del chiostro è preso d'assalto sia alla mattina che a mezzogiorno, il prestito di libri, noleggio Dvd e altri servizi che fornisce la Delfini attirano in centro non solo un pubblico giovane, ma anche tantissimi adulti che hanno un importante punto di riferimento in corso Canalgrande.

Ma coloro che vivono veramente a pieno la biblioteca sono sicuramente gli stude ...

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MODENA. La biblioteca comunale Delfini in corso Canalgrande è uno dei luoghi più frequentati del centro modenese. Il bar all'interno del chiostro è preso d'assalto sia alla mattina che a mezzogiorno, il prestito di libri, noleggio Dvd e altri servizi che fornisce la Delfini attirano in centro non solo un pubblico giovane, ma anche tantissimi adulti che hanno un importante punto di riferimento in corso Canalgrande.

Ma coloro che vivono veramente a pieno la biblioteca sono sicuramente gli studenti, sia quelli delle scuole superiori che quelli dell'università, che trascorrono gran parte delle loro giornate all'interno della Delfini per studiare e preparare gli esami.

«Io frequento da tantissimi anni la Delfini - racconta Vincenzo Imperato, studente – perché lo vedo come un luogo ideale per trascorrere tutta la giornata con i miei amici e studiare. La biblioteca è bellissima, sia dentro che fuori. Anche per questo motivo trovo inaccettabile che all'interno del chiostro si consumino droghe e si spacci. È un suolo comunale ed un punto di riferimento per tutta la città, dovrebbe esserci un controllo maggiore. All'interno una pecca sono i bagni che trovo sporchi, ho visto anche qualcuno farsi una doccia. Per quanto riguarda i furti a me rubarono una felpa in bar, ma la colpa è solo mia perché l'avevo dimentica lì».

Beatrice Razzaghi, studentessa, si concentra sul problema dello spaccio. «Secondo me il discorso della droga è stato un po' ingigantito, credo che qualche anno fa il problema era più grave. Ci sono tanti ragazzi che trascorrono alla Delfini tutta la giornata e magari fumano, ma non ho mai viste scene di spaccio all'interno del chiostro». Arianna Murgotti, anch'essa studentessa, invece tratta il problema dei furti. «Non conosco ragazzi a cui abbiamo rubato qualcosa e non ho mai visto persone lamentarsi di furti. Tra l'altro, vista la grande affluenza di studenti, è molto difficile poter rubare un computer». Un altro studente che vive a 360 gradi la Delfini è Saverio Corrieri. «E' un luogo dove mi trovo bene ed è bellissimo. Ci si può rilassare nel chiostro durante le pause dallo studio. Non ho mai sentito di furti sinceramente, credo che si potrebbe fare qualcosa di più sulla pulizia in generale, perché un luogo pulito invita la gente a venire».

Sara Fregni, giovane studentessa del liceo, conosce bene la Delfini.

«Alcuni ragazzi si drogano e altri spacciano nel chiostro, è vero. Però non credo sia un posto dove avvengano furti, per esempio io quando scendo per una pausa lascio tutta la mia roba sui tavoli. La polizia ogni tanto passa, ma non chiede niente a nessuno e se ne va subito». La chiusura è di Giovanni Macchitelli, ex studente che ora frequenta la Delfini nelle pause pranzo e per il prestito di libri e Dvd. «E' unica: è in centro, è veramente bella, molto frequentata, è aperta tutti e con un ottimo bar. La situazione potrebbe essere sicuramente migliore, però mi sembra un luogo vivibile e tranquillo».