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Modena, lavori utili per chi è stato sospeso. Gli studenti approvano: «È educativo»

«In questo modo si aiuta chi ha sbagliato senza isolarlo ma stimolandolo al confronto con altre realtà»

MODENA. È di qualche giorno fa l'approvazione della proposta del consiglio comunale che prevede la possibilità per gli studenti di svolgere lavori socialmente utili come alternativa alla misura disciplinare della sospensione.

La novità ha riscosso grande successo tra i ragazzi, come ci spiega Isabella Gilli, studentessa del Sigonio: «Secondo me se una persona viene sospesa c'è un valido motivo dietro, che spesso ha a che fare col comportamento con gli altri, per cui se il giovane viene lascia ...

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MODENA. È di qualche giorno fa l'approvazione della proposta del consiglio comunale che prevede la possibilità per gli studenti di svolgere lavori socialmente utili come alternativa alla misura disciplinare della sospensione.

La novità ha riscosso grande successo tra i ragazzi, come ci spiega Isabella Gilli, studentessa del Sigonio: «Secondo me se una persona viene sospesa c'è un valido motivo dietro, che spesso ha a che fare col comportamento con gli altri, per cui se il giovane viene lasciato a casa non lo si aiuta più di tanto. Il volontariato è una risposta soddisfacente a questa necessità di recuperare i ragazzi, in particolare attività come trascorrere del tempo assieme agli anziani, oppure aiutare i bambini nello svolgere i compiti. Il fenomeno del bullismo? Esiste, ma dipende dalle scuole. Negli istituiti in cui i professori sono meno esigenti o meno interessati, è più facile che si verifichino episodi di prevaricazione».

Sara Zironi, 17 anni: «Credo sia giusta questa riforma, perché se fai qualcosa di non giusto devi recuperare, magari facendo rendendoti utile per la società. La semplice sospensione aveva senso, però sicuramente dare un contributo aiuta a comprendere dove si è sbagliato ed evitare in futuro comportamenti non positivi».

Anche Paolo Bigliardi dell'Iti Corni espone il suo pensiero al proposito: «Penso possa essere utile, poichè molti se la godono a stare a casa. Ci tengo però a precisare che anche se sono stati sospesi, il lavoro in sostituzione alla sospensione non deve essere estremamente punitivo per i ragazzi: sono contro chi dice che debbano pulire la strada o fare altri servizi del genere».

Marco Greco, studente del Fermi, si sofferma in particolare su come sarebbe meglio rieducare i ragazzi e sul fenomeno del bullismo, tema tuttora di grande attualità: «Lavori come riordinare l'archivio della scuola o pulire le aule fa rendere conto i giovani di ciò che è il mondo, tuttavia attività di volontariato aiuterebbero a rapportarsi meglio con l'altro. Il bullismo “di strada” ormai non esiste più, si gioca tutto in rete. I veri bulli non esistono, le nuove generazioni non reggono il confronto, poi online ci si sente molto sicuri proprio per il fatto di non essere faccia a faccia. Per fermare il fenomeno consiglio di non rispondere alle offese: le vittime spesso hanno particolarmente bisogno di approvazioni e ciò non porta ad altro se non a brancolare nel buio». Parliamo infine con tre amici. Alison Longo, 20 anni, ci spiega: «Vedo questa come una buona novità per la scuola, in particolare se si mandassero i ragazzi sospesi ad avere a che fare con persone in difficoltà come possono essere gli anziani ad esempio». Le fa eco Sebastian Senderowski: «Spesso chi sbaglia a scuola lo fa rispondendo male ai prof. o comportandosi in maniera scorretta coi coetanei, per cui il miglior modo per riportare questi ragazzi sulla giusta vita è farli stare a contatto con altra gente». Chiude il cerchio Matteo Digani: «Sono d'accordo con Alison e Sebastian. Il bullismo? In alcune scuole, soprattutto nei professionali, è un fenomeno ancora presente, che si sta però espandendo soprattutto sui social network».