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Scuola/ Studenti e punizioni alterntive: «Bulli e ribelli al lavoro? A Modena è già una realtà»

In parecchi istituti superiori di Modena attivate da tempo iniziative e collaborazioni col Ceis e la Caritas per impiegare i ragazzi difficili

MODENA Lavori socialmente utili al posto delle sanzioni scolastiche? Non una sorpresa per i presidi modenesi. «Quando sono venuta a conoscenza della proposta del Pd per rieducare gli studenti - ha esordito Roberta Pinelli, dirigente scolastico del liceo Sigonio - mi sono messa ridere. La proposta in sé è d’importanza indiscutibile; tuttavia, nella nostra scuola è una pratica consolidata da tempo». Qualche esempio?

LE "PUNIZIONI" «Ogni anno vengono “puniti” un centinaio di studenti - ha ...

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MODENA Lavori socialmente utili al posto delle sanzioni scolastiche? Non una sorpresa per i presidi modenesi. «Quando sono venuta a conoscenza della proposta del Pd per rieducare gli studenti - ha esordito Roberta Pinelli, dirigente scolastico del liceo Sigonio - mi sono messa ridere. La proposta in sé è d’importanza indiscutibile; tuttavia, nella nostra scuola è una pratica consolidata da tempo». Qualche esempio?

LE "PUNIZIONI" «Ogni anno vengono “puniti” un centinaio di studenti - ha risposto Pinelli - ci sono regole rigide, che vanno rispettate. Tuttavia, non deve venir meno la valenza educativa della punizione. Mi piacerebbe che ci fosse una gestione dei lavori socialmente utili con le associazioni di volontariato del territorio. Anni fa gli studenti svolgevano ore di attività in istituto. Dopo il terremoto tutto ciò è diventato più complicato perché gli spazi sono ridotti anche per questo genere di azioni rieducative».

 

Il volontariato è una realtà conosciuta dagli studenti modenesi. «Da 25 anni - ha spiegato la preside del liceo musicale di Modena - i ragazzi iscritti al Sigonio svolgono attività di volontariato con le associazioni della città. Ogni anno partecipano 120 alunni a queste iniziative extrascolastiche. Riuscire ad unire volontariato e lavori socialmente utili è una proposta interessante».

Situazione analoga anche in altre scuole superiori di Modena. «Abbiamo attivato da tempo - ha ricordato Alberto De Mizio, preside dell'istituto professionale Cattaneo Deledda - un rapporto di operatività con il Ceis. Quando ci sono casi complessi, di studenti con problemi di difficile risoluzione, abbiamo ideato da anni questa modalità di collaborazione». Gli studenti come reagiscono? «La risposta dei giovani - ha raccontato il preside - è buona. Quasi sempre risulta utile questo tipo di “punizione”».

ATTIVITA' CON LA CARITAS Al Selmi si applica la “legge del contrappasso”, ricordata nell’Inferno di Dante. «Fortunatamente, per ora, sono emersi pochi casi - ha sottolineato Maria Chiara Severi, collaboratrice della preside - in vari anni, di bullismo. Tuttavia, tre casi evidenti ci sono stati». Che provvedimenti sono stati presi? «L'idea dell'attuale dirigente scolastico - ha risposto Severi - come quella dei precedenti è non punire con sospensioni, ma cercare attività che facciano riflettere sul proprio comportamento gli studenti. Ci siamo avvalsi sia della Caritas, per l'assistenza agli anziani, sia di lavori utili in istituto. Di recente uno studente si era preso gioco di compagni di scuola portatori di handicap. Abbiamo optato per metterlo al servizio degli stessi. Se il comportamento scorretto è nei confronti di una certa categoria, è proprio su quella stessa categoria di persone che li facciamo “lavorare”. Le sospensioni vengono date solo se strettamente necessario». La commutazione della “pena” fa parte del regolamento degli studenti al Wiligelmo.

GENITORI COLLABORATIVI «Il bullismo e la sopraffazione - ha spiegato Liviana Cassanelli, preside del Liceo scientifico - sono affrontati con attività utili alla scuola. La prassi che fa parte delle norme del Consiglio d'istituto già dal 2008». Le famiglie cosa ne pensano di queste “punizioni”? «I genitori sono collaborativi - ha risposto la preside - abbiamo esteso la prassi anche al Guarini». Anche le indicazioni di Silvia Menabue, responsabile dell'ufficio scolastico provinciale, vanno in questa direzione. «La proposta avanzata dal Pd non è di certo nuova - ha concluso il provveditore - si tratta di definire ciò che è in essere da tempo in molti istituti scolastici del territorio. Sarà importante tracciare un percorso coordinato tra scuole e associazioni di volontariato».