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Vinegraal, design per l'aceto balsamico di Modena

Aceto da collezione in 500 pezzi firmati, da 300 a 3mila euro, con un libro e cena alla Francescana

MODENA. Il primo mattone per il collezionismo del balsamico è stato messo. Almeno questa è la speranza dei due giovani inventore di “Vinegraal”, una boccetta di design in ceramica realizzata con una stampante in 3D e che contiene balsamico stravecchio.

Vinegraal, ecco il "graal" da collezione per l'Aceto Balsamico di Modena Un progetto di design e innovazione a servizio di un prodotto unico al mondo, l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Con Vinegraal si festeggiano i 50 anni della Consorteria di Spilamberto, l'associazione di tutela del prodotto: si tratta di un contenitore in porcellana brunita realizzato con stampanti 3D e un tappo/pennino calligrafico con cui "autografare" piatti d'autore. Il cofanetto contiene anche una bottiglietta di Balsamico Tradizionale extravecchio di 25 anni, prelevato direttamente dalle botti della Consorteria. Vinegraal è a tiratura limitata, prodotto solo in 500 pezzi da collezione e verrà venduto in tutto il mondo attraverso la piattaforma di crowdfunding Kickstarter, fino al 23 maggioVideo di Gino Esposito Intervista di Serena Fregni

Nessuna concorrenza però con la confezione canonica in vetro pesante, uscita a suo tempo dalla matita di Giorgio Giugiaro.

Vinegraal è stata studiata a tavolino per diventare apposta un oggetto da collezione. Tiratura limitata a 500 esemplari firmati, numerati e garantiti con un certificato di autenticità, sarà venduta solo su internet. A fornire la materia prima ci pensa la Consorteria dell’Aceto Balsamico, 980 associati che quest’anno festeggiano il mezzo secolo di nascita di un’organizzazione che vuole diventare la punta di lancia di una commercializzazione estesa a tutto il mondo.

«Non è un caso che il testimone della campagna sia Massimo Bottura - spiega il carpigiano Andrea Cattabriga, una laurea in architettura dopo i primi studi in ingegneria - Il nostro sforzo è stato quello di mettere al servizio del prodotto un design innovativo che ricordasse però le radici del “dragno”, come si chiama l’antico recipiente in ceramica che nei secoli passati conteneva il balsamico. Il nome? Abbiamo fuso la parola inglese vinegar, cioè aceto, e graal, il mitico calice, per indicare qualcosa di molto prezioso».

Al suo fianco Sebastiano Longaretti, origini bergamasche e laurea a Milano prima di lavorare in un grande marchio del design e arrivato a Modenaper poi lavorare con Cattabriga, in società assieme a lui.

Il design della bottiglietta è della friulana Ludovica Canzutti così come il tappo della boccetta, sughero con pennino ceramico per distribuire goccia a goccia il nettare. È l’unico oggetto per ora a portata di tutte le tasche: 25 euro e nessun limite di tiratura perchè anche il marketing di Vinegraal sarà particolare. Se la boccetta è stata affidata alle cure dei maiolicari faentini che la rifiniscono a mano con tre passaggi successivi per dare quel colore lucido-opaco che la differenzia dalla produzione di serie, anche i prezzi e le confezioni sono stati altrettano curati. I prezzi, aceto compreso, sono paragonabili agli oggetti del modernariato d’alto bordo: da 300 a 700 euro, a seconda che ci sia anche il libro di ricette di Bottura piuttosto che un fine settimana a Spilamberto e Modena in giro per acetaie. Sino allo squillo finale: 3000 euro, unica confezione, all inclusive con anche una cena alla Francescana.

«Per noi - sottolinea Luca Gozzoli - è un esperimento è un innovazione. Anzichè una medaglia ricordo scegliamo questa confezione da anniversario che può anche ripagarsi».

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