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Terremoto, cantieri e nuovi progetti: rinasce San Possidonio

Completate 303 abitazioni. a San Possidonio Cento lavori in corso. Da 450 a 90 le famiglie assistite Il sindaco: «Il teatro all’ex mulino e le vecchie scuole saranno la Casa della salute»

SAN POSSIDONIO. Lungo la via che da Cavezzo porta a San Possidonio l’alternanza tra abitazioni e piazzole vuote rende l’idea di quanto il sisma del 2012 abbia messo in ginocchio il paese. Venerdì prossimo saranno quattro gli anni da quella tragica alba.

Case crollate, danneggiate gravemente e poi abbattute, strutture agrarie rase al suolo, edifici pubblici, anche storici come l’ex teatro Varini, costruito tra il 1921 e il 1923, che oggi non esistono più. Arrivati in centro poi gli ingenti dan ...

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SAN POSSIDONIO. Lungo la via che da Cavezzo porta a San Possidonio l’alternanza tra abitazioni e piazzole vuote rende l’idea di quanto il sisma del 2012 abbia messo in ginocchio il paese. Venerdì prossimo saranno quattro gli anni da quella tragica alba.

Case crollate, danneggiate gravemente e poi abbattute, strutture agrarie rase al suolo, edifici pubblici, anche storici come l’ex teatro Varini, costruito tra il 1921 e il 1923, che oggi non esistono più. Arrivati in centro poi gli ingenti danni della chiesa parrocchiale prendono lo stomaco, lasciano senza parole. Ma a quattro anni da quell’evento drammatico pian piano tutto sta tornando alla normalità.

San Possidonio, le immagini della ricostruzione

LE FAMIGLIE «Delle 450 famiglie che avevamo in assistenza - racconta il sindaco di San Possidonio Rudi Accorsi - ne sono rimaste solo 90. A seconda della situazione in cui si trovano percepiscono un contributo. Avevamo 700 abitazioni lesionate. Ora 303 sono completate. Abbiamo altri 100 cantieri aperti». I problemi, nel comparto privato, sorgono però nei fabbricati agricoli: «Il ritmo di ricostruzione è abbastanza buono anche se in questo campo ci sono fabbricati complicati che vanno valutati uno a uno».

La parte pubblica ha tempi più lunghi: «C’è un ingorgo di progetti: prima sviluppavamo un’opera pubblica in tre anni ora ne abbiamo cinque in uno. In più la Sovrintendenza ha tempi pachidermici». Il terremoto è stato l’occasione per rifunzionalizzare alcuni edifici: «Le attività del teatro Varini, che è stato abbattuto, verranno spostate all’interno dell’ex mulino Balzoni. Purtroppo per avere un parere sul prezzo dello stabile ci sono voluti mesi. L’edificio in centro che ospitava la scuola si trasformerà invece in casa della salute».

I PROGETTI Ma i progetti non finisco qui: «Entro il 2018 partiranno cinque cantieri: quello dell’ex municipio, quello della chiesetta di Pioppa, della scuola, dell’ex palestra e quello, più piccolo, dove c’era il teatro Varini». E per il futuro: «Riconvertiremo tutta l’illuminazione pubblica da quella attuale a quella a led. Un investimento di 270mila euro con un contratto di nove anni che porterà a un drastico calo di spreco energetico visto che si passerà dagli attuali 550mila chilowatt ai futuri 120mila. Una riduzione di un quarto dell’energia utilizzata e un’illuminazione più efficiente. Poi abbiamo anche in cantiere la creazione della pista ciclabile Bellaria-Pioppa».

Una situazione che il sindaco giudica in positivo perché «anche in una crisi economica estenuante siamo riusciti a mantenere gli stessi servizi, anzi in alcuni casi li abbiamo migliorati. Penso inoltre che San Possidonio sia mediamente più vivace ora rispetto agli anni che hanno preceduto il sisma. Anche se non abbiamo un centro storico importante il nostro tessuto sociale non si è sfilacciato come invece è successo a Mirandola o a Concordia. Ci sono stati dei chiaro scuro durante questi anni ma pian piano stiamo tornando alla normalità».

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