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Un miliardo liquidato per ricostruire le case Ancora tanti sfollati

Oltre 19mila persone sono tornate nella propria abitazione Ma ci sono 2505 famiglie che vivono tuttora in altri alloggi

A quattro anni di distanza, 19mila cittadini hanno ripreso possesso delle loro case e 25 paesi del cratere su 60 hanno quasi completato la ricostruzione.

Sono alcuni dei primi risultati degli interventi post sisma messi in atto dalla Regione. Un bilancio che fotografa la situazione attuale di abitazioni private, patrimonio immobiliare pubblico e imprese danneggiati dal terremoto.

Istruzione, casa e lavoro erano le priorità del governo Errani per fronteggiare l’emergenza terremoto. E infatti l’ ...

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A quattro anni di distanza, 19mila cittadini hanno ripreso possesso delle loro case e 25 paesi del cratere su 60 hanno quasi completato la ricostruzione.

Sono alcuni dei primi risultati degli interventi post sisma messi in atto dalla Regione. Un bilancio che fotografa la situazione attuale di abitazioni private, patrimonio immobiliare pubblico e imprese danneggiati dal terremoto.

Istruzione, casa e lavoro erano le priorità del governo Errani per fronteggiare l’emergenza terremoto. E infatti l’edilizia scolastica ha ottenuto contributi per 157 milioni di euro, con più di 64 stanziati solo nella provincia di Modena. Un intervento che ha consentito agli studenti di ritornare sui banchi insieme ai coetanei residenti nel resto della Penisola.

Quasi un miliardo e 697 milioni di euro, invece, sono stati concessi all’edilizia privata - di cui 988 milioni già liquidati - attraverso la piattaforma Mude. Ma se 19mila cittadini sono tornati fra le mura domestiche, 445 vivono ancora nei moduli abitativi. Una scelta volontaria, come specifica il presidente Bonaccini, per evitare il doppio trasloco quando la loro casa sarà stata risistemata. Per coloro che non sono ancora riusciti a prendere possesso della propria dimora, sono state messe in atto formule assistenziali come il contributo per il canone di locazione e quello per il disagio abitativo, che interessano ancora 2.505 famiglie.

Per garantire la continuità produttiva, invece, è stato concesso poco più di un miliardo, di cui 500 milioni già erogati, a 1.680 imprese attraverso il programma Sfinge. I fondi sono destinati al ripristino degli immobili, alla delocalizzazione, alla copertura dei costi delle scorte in magazzino e del prodotto finito danneggiati. Contributi che nella provincia di Modena hanno interessato quasi 1.400 attività. Alle aziende del cratere che non hanno riportato danni significativi, invece, sono stati concessi 28 milioni di euro attraverso un bando Inail, destinati alla messa in sicurezza dei capannoni. A queste risorse vanno poi sommati altri interventi come i 176,2 milioni di euro del contributo di solidarietà versato all’Emilia Romagna dalle regioni del Centro nord. Per 1.770 micro-imprese, invece sono state previste esenzioni fiscali con l’istituzione di zone franche urbane.

Ora l’obiettivo è accelerare sul recupero dei centri storici e delle opere pubbliche, tenendo conto che l’ammontare dei danni agli edifici pubblici o a uso pubblico - di proprietà dei comuni o di enti religiosi - è di 1.664 milioni di euro, per i quali restano ancora da reperire 605 milioni di euro.

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