Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il Comune di Zocca rimborserà una “vittima” di Leonelli

Zocca. Un imprenditore non dovrà ripagare gli oneri già versati al tecnico E i giudici del Tar impongono al municipio di riconsegnargli anche 4mila euro

ZOCCA. Lo scandalo degli oneri di urbanizzazione, incassati dal funzionario del Servizio Urbanistica, Sergio Leonelli, e mai versati sui conti correnti del Comune, non ha ancora trovato pace. Leonelli ha patteggiato le proprie colpe e - con sentenza del 2014 - dovrà rifondere il Comune di 1,4 milioni, ma il municipio deve continuare a sborsare soldi per tamponare le falle create nella spregiudicata gestione.

I giudici del Tar, infatti, hanno disposto il rimborso di circa 4mila euro a Gianluca ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

ZOCCA. Lo scandalo degli oneri di urbanizzazione, incassati dal funzionario del Servizio Urbanistica, Sergio Leonelli, e mai versati sui conti correnti del Comune, non ha ancora trovato pace. Leonelli ha patteggiato le proprie colpe e - con sentenza del 2014 - dovrà rifondere il Comune di 1,4 milioni, ma il municipio deve continuare a sborsare soldi per tamponare le falle create nella spregiudicata gestione.

I giudici del Tar, infatti, hanno disposto il rimborso di circa 4mila euro a Gianluca Corsi, titolare della Edilcostruzioni, che si era rivolto al tribunale per ottenere quantomeno una giustizia economica. Corsi, così come tanti altri sventurati, avevano pagato direttamente a Leonelli gli oneri urbanistici per due permessi di costruire. Nel 2005 aveva consegnato nelle mani di Leonelli un assegno da 4115 euro relativo al costo di costruzione e relativa variante. A ottobre aveva pagato altri 12215 euro per una seconda pratica. In entrambi i casi i giudici hanno certificato la buona fede dell’imprenditore, a cui il Comune aveva chiesto il rimborso delle somme in quanto mai effettivamente incassate dalla Tesoreria del municipio e invece finite nelle tasche di Leonelli. Secondo il Tar “la buona fede, in particolare, appare agevolmente rinvenibile in un caso in cui il debitore, proprio per la natura pubblica del soggetto che funge da controparte, ha valide ragioni per ritenere che il comportamento di quest’ultimo sia improntato a correttezza e al rispetto della legalità”. E ancora non c’è alcune responsabilità degli zocchesi ad aver affidato assegni a Leonelli; non si può imputare loro “una insufficiente diligenza o comunque un affidamento “colpevole” se essi hanno accolto la richiesta di pagamento diretto rivolta loro da funzionario che non aveva in realtà titolo all’incasso del denaro; né, poi, è significativo che l’assegno bancario sia stato consegnato al funzionario infedele senza l’indicazione dell’intestatario - nel dichiarato presupposto che l’ufficio comunale avrebbe in seguito provveduto ad integrarlo”.

Nel caso specifico l’imprenditore “ha avuto un’ulteriore ragione per fare affidamento sulla regolarità del pagamento effettuato, poiché la relativa quietanza, oltre ad essere stata rilasciata sulla scheda oneri risulta anche espressamente riportata sul permesso di costruire”.

Corsi, quindi, non dovrà ripagare il Comune, che dovrà anche rimborsare il ricorrente di 4mila euro a causa della successiva rideterminazione al ribasso degli oneri, non più quindi 12215 euro, ma soltanto 8116. Un’ulteriore situazione paradossale con il municipio che dovrà sborsare soldi che non ha mai ufficialmente introitato...(fd)