Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Bassa e Terremoto Cemento depotenziato per costruire le medie di Finale: 15 indagati e due aziende sotto inchiesta

Dalle prime luci dell'alba perquisizioni in coro tra Mirandola e Finale. Tutto parte dalla scoperta di cemento depotenziato nella costruzione di una scuola appena costruita a Finale Emilia

MIRANDOLA. Almeno 15 persone indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato tra dirigenti, tecnici e quadri della Betonrossi di Piacenza e della A & C.  di Modena. E' quanto sta emergendo dalla clamorosa operazione della Squadra Mobile e della Polizia Municipale di Modena coordinata dalla Procura della Repubblicia di Modena.

Terremoto: cemento depotenziato per ricostruire edifici nella Bassa modenese

...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MIRANDOLA. Almeno 15 persone indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato tra dirigenti, tecnici e quadri della Betonrossi di Piacenza e della A & C.  di Modena. E' quanto sta emergendo dalla clamorosa operazione della Squadra Mobile e della Polizia Municipale di Modena coordinata dalla Procura della Repubblicia di Modena.

Terremoto: cemento depotenziato per ricostruire edifici nella Bassa modenese

Nel mirino la ricostruzione nella Bassa e in particolare l'utilizzo di cemento depotenziato nella costruzione degli immobili. Alle prime luci del mattino sono iniziate  una serie di perquisizioni nelle case delle persone indagate e soprattutto nelle sedi delle imprese coinvolte.

L'operazione denominata "Cubetto" si concentra in particolare su quanto emerso nella realizzazione di un edificio pubblico: la scuola media Frasoni di Finale Emilia. Le imprese coinvolte sono tra le più importanti del Nord Italia settore: la Betonrossi di Piacenza, che si occupa di forniture di calcestruzzi, e l'A&C di Modena, che si occupava delle costruzioni. 

Operazione "cubetto": le accuse della Procura su cemento depotenziato per la ricostruzione

L'inchiesta è nata da un'intercettazione antidroga quando si sente parlare di "cubetti". Ma non è droga, bensì le prove di laboratorio del calcestrutto utilizzato per le scuole medie. La polizia inizia ad indagare e scopre come a Finale i test sui prelievi di calcestrutto siano state tutte falsificate, portando in laboratorio campioni fatti altrove e non nel cantiere di viale della Rinascita. Hanno, sostiene la procura, messo a rischio la sicurezza antisismica della struttura.

In sostanza le indagini vogliono accertare se il cemento usato è effettivamente depotenziato oppure no. C'è poi da considerare che la scuola avrebbe dovuto ospitare circa 400 studenti da settembre. Non sarà così.

Ma le indagini continueranno anche eventualmente per accertare se il calcestrutto è stato utilizzato anche in altri cantieri con magari le medesime modalità.

LA RICOSTRUZIONE EMERSA DALL'INCHIESTA

Cemento 'debole' per la scuola da far Risorgere sulle materie del sisma. E come? ecco come: i tecnici delle due aziende finite nella bufera, la Betonrossi e l'Aec, "si accordano per sostituire tutta la partita di provini relativa al cantiere Frassoni". E questo "all'insaputa della direzione lavori che rappresenta il committente della scuola", ovvero il comune di Finale Emilia, per un edificio "sottoposto alla supervisione della regione emilia-romagna" nell'ambito della ricostruzione post sisma.

Si tratta di uno dei passaggi-chiave dell'inchiesta "cubetto", dal dicembre scorso condotta dalla Squadra Mobile di Modena insieme alla Polizia Municipale di Modena  sul caso del calcestruzzo depotenziato impiegato nel cratere del terremoto emiliano (si stanno cercando altre eventuali opere contaminate). Si è risaliti ai "cubetti" quasi per caso: nell'ambito di indagini sul traffico di sostanze stupefacenti nel territorio, uno dei soggetti indagati, un dipendente della Betonrossi, fa infatti riferimento in diverse conversazioni a "cubetti" da trasportare a bordo del proprio furgone aziendale. Ma, appunto, non si trattava di droga.

Emerge presto, dalle battute recuperate dalla polizia, "un problema" di resistenza del calcestruzzo fornito dalla Betonrossi al cantiere della Frassoni, che secondo i programmi iniziali avrebbe dovuto ospitare 400 ragazzi da settembre. Il tecnologo di zona della stessa ditta, a un certo punto, viene informato dai propri superiori che "dal laboratorio sono arrivati risultati disastrosi". L'informazione arriva dalla impresa edile che ha in appalto il cantiere: i provini depositati alla frassoni, ricostruisce la polizia, sono arrivati "privi di qualsiasi identificazione, a conferma che la direzione lavori non ha correttamente vigilato durante il prelievo".

Invece, i provini da avviare al Laboratorio vengono "selezionati" tra montagne di "scorte", tutte con resistenza calcolata esattamente per rispondere alle esigenze del progetto. Ma "sono in realtà composti in date diverse, con materiali diversi, addirittura in impianti diversi". L'opera finalese è costata cinque milioni di euro, con fondi, nell'ordine, della Regione, dell'Idv (1,7 milioni di euro) che poi, un anno fa, presentò un esposto sull'appalto, del Lions Club (850.000 Euro) e di donazioni private al comune di Finale. La polizia di Modena e gli agenti della polizia municipale di Modena hanno eseguito all'alba di oggi 20 provvedimenti di perquisizione nei confronti di 15 persone ritenute responsabili nel fornire e utilizzare calcestruzzo depotenziato, tramite le analisi di laboratorio truccate, per le opere nel cratere sismico. Iniziate nel dicembre scorso, le indagini sono state condotte dalla squadra mobile modenese con la collaborazione della polizia municipale di Modena su coordinamento del procuratore di modena Lucia Musti e del sostituto Claudia Ferretti.

Le due aziende coinvolte nelle indagini sono dunque la Betonrossi di Piacenza, che si occupava della fornitura dei calcestruzzi, e l'Aec di Modena, al lavoro nelle costruzioni. Sono 15 gli indagati. Le perquisizioni, nelle sedi d'impresa e nelle case degli indagati, hanno interessato le province di Modena, Bergamo, Bologna, Lodi, Mantova, Milano, Piacenza e Verona

. Il nome dell'operazione, 'cubetto', deriva proprio dai campioni di cemento utilizzati per alterare le analisi. Agli indagati è stata contestata anche la falsificazione delle certificazioni sulle caratteristiche tecniche del calcestruzzo: col cemento scadente, secondo la procura, in spregio al rischio sismico è stata costruita la scuola di finale ma appunto i pm stanno cercando di verificare se anche in altri cantieri della bassa terremotata sia stato usato lo stesso materiale.