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Arriverà una casa speciale per i disabili gravissimi

San Felice. Posata la prima pietra del “Nuovo Picchio” che ospiterà 25 persone Negro (Asp): «Servizio necessario, però non è finita, puntiamo sull’innovazione»

SAN FELICE. Il nuovo Centro residenziale per persone con disabilità grave o gravissima, il “Nuovo Picchio” sarà la più importante opera sociale di tutta la Bassa. Ieri mattina c’è stata la posa della prima pietra del centro che sorgerà, subentrando all’attuale “Picchio” poco distante, nell’area in via Garibaldi dove c’è l’ex Casa protetta “Augusto Modena”, abbattuta dopo il sisma. Un servizio fondamentale, atteso da tante famiglie che hanno parenti con disabilità gravi, alcuni dei quali ospi ...

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SAN FELICE. Il nuovo Centro residenziale per persone con disabilità grave o gravissima, il “Nuovo Picchio” sarà la più importante opera sociale di tutta la Bassa. Ieri mattina c’è stata la posa della prima pietra del centro che sorgerà, subentrando all’attuale “Picchio” poco distante, nell’area in via Garibaldi dove c’è l’ex Casa protetta “Augusto Modena”, abbattuta dopo il sisma. Un servizio fondamentale, atteso da tante famiglie che hanno parenti con disabilità gravi, alcuni dei quali ospiti di altri centri lontani dal territorio. È l’ennesimo cantiere dalle soluzioni innovative aperto da Asp, guidata dal presidente Paolo Negro, un’azienda che probabilmente sta portando avanti il disegno unitario più coerente per la qualificazione dell’offerta di servizi nella Bassa.

«La realizzazione del Nuovo Picchio era uno dei nostri più grandi obiettivi già prima dei terremoto - sottolinea Negro - perché l’attuale centro è troppo piccolo rispetto al bisogno di tante famiglie del nostro distretto. Dopo il terremoto sembrava impossibile mettere insieme tutte le risorse, non ci siamo persi d’animo, abbiamo ripensato il progetto e lo abbiamo presentato a tanti. Grazie alla donazione del Trust Nuova Polis un sogno sarà presto realtà».

Il Nuovo Picchio sarà la “casa” di 25 ospiti, rispetto agli attuali 11. «È la casa dove ci sentiamo capiti», ha detto commossa un’educatrice, durante la cerimonia.

La donazione del Trust, 2.4 milioni di euro, è la più grande donazione pervenuta nell’area del cratere nel campo dei servizi, proviene dal “Fondo di solidarietà post terremoto” alimentato dalla donazione di un’ora di lavoro dei lavoratori italiani, promossa da Confindustria nazionale, dai Sindacati nazionali Cgil Cisl Uil e da Confservizi.

Ma l’anniversario del terremoto è anche l’occasione per fare un bilancio della ricostruzione e mettere a fuoco i nuovi obiettivi: «Abbiamo riaperto tutti i servizi alla persona danneggiati in tempi record - riprende Paolo Negro - poi ci siamo dedicati all’innovazione, come la realizzazione del centro per la gravissima disabilità acquisita a San Felice, gli alloggi con servizi a Concordia, il centro diurno per anziani di Mirandola, al quale si guarda anche a livello internazionale per le sue soluzioni innovative nell’utilizzo del legno».

Ma l’Asp ha fatto parlare di sé soprattutto per “Casainsieme”, piccole comunità che propongono un nuovo sistema di socialità tra anziani: ognuno con il proprio alloggio privato, ma forte della presenza di spazi comuni e l’assistenza professionale garantita dall’Azienda. Il progetto è annoverato tra le innovazioni più interessanti del welfare a livello nazionale. «Realizzeremo una comunità in ciascuno dei nove paesi - chiarisce Negro - Sono attive le comunità di Mirandola, Medolla e San Felice, entro l’anno termineremo i cantieri Casainsieme di Finale e San Prospero. Tra il 2017 e il 2018 completeremo il progetto negli altri quattro comuni».

Ma è soprattutto San Felice che si appresta a vivere una rivoluzione socio-sanitaria: sarà infatti completato l’innovativo centro diurno distrettuale per disabili (ora cantiere) e saranno ultimati entro l’estate i lavori dell’ex Ospedale, ora Casa residenza per anziani, cantiere da quasi un decennio, con la consegna di ulteriori ed ultimi 8 posti letto. «L’ultimo servizio da riportare a casa è il centro diurno per anziani di Medolla, ancora delocalizzato, daremo il via ai lavori nel 2017, mentre interverremo sul centro diurno di Massa per affiancarvi degli alloggi con servizi», conclude Paolo Negro.

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