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Nuovo caso per il Comune di Modena: «Alla Corassori la piscina non era prevista»

L'accusa del consigliere Francesco Rocco: «Doveva essere una buca per sommozzatori, ora sono addirittura due zone, diverse da quelle autorizzate»

MODENA. Il caldo è arrivato e il bisogno di refrigerio si fa sentire sempre di più. Cosa meglio di una nuova piscina, dunque, per contrastare gli effetti del solleone? Una superficie d’acqua del genere starebbe sorgendo alla polisportiva Corassori. Il condizionale è d’obbligo. Nella struttura “2.0”, infatti, c’era il progetto di una buca per attività di sommozzatori. Niente, insomma, che potesse mettersi in concorrenza con i principali centri cittadini.

Tuttavia, dalle parti di via Newton sembra che i lavori si siano sdoppiati. Già cinque anni fa erano spuntati disegni di bacini d’acqua al parco Ferrari (tra via Emilia Ovest e viale Italia) e a pochi metri dall’impianto dei Vigili del Fuoco (da parte della Virgin). La storia si ripete? Ufficialmente la risposta è no, ma ufficiosamente sembra muoversi qualcosa di diverso. Le polemiche per l’aggiunta nel restyling della Corassori sono iniziate. Cosa è cambiato? È la domanda presentata da Francesco Rocco.

Il consigliere di maggioranza (è di Fas, ex Futuro a Sinistra) ha posto l’interrogativo agli assessori Gabriele Giacobazzi e Anna Maria Vandelli, rispettivamente delegati a Lavori Pubblici e Urbanistica. «Nella passata legislatura avevamo votato un provvedimento - ha ricordato Rocco - deliberando una sorta di piccola piscina per i sommozzatori. Ora sembra che ce ne siano due e che sorgerà una vera e propria piscina. Voglio capire se quanto deliberiamo viene fatto. Ancora non ho tutti gli elementi, ma sono già pronto per l’interrogazione. Ho chiesto un incontro informale ai due assessori. Se non avrò risposta entro due giorni chiederò l’accesso agli atti. Male che vada andrò a vedere in prima persona: è qualcosa che non va assolutamente bene».

Insomma, le voci di corridoio stanno crescendo sino a diventare una dichiarazione di protesta ufficiale all’interno del consiglio comunale. «L’interrogazione la presenterò comunque - ha assicurato il consigliere - e c’è anche la possibilità che la proponga giovedì con urgenza. Devo avere prima le risposte e l’accesso agli atti. In quanto consigliere di maggioranza sarebbe un atto dovuto». Rocco ha già avuto una risposta parziale dal primo assessore. «Ne abbiamo parlato in sede di commissione - ha ripreso l’intervistato - quando Giacobazzi ha detto che non era in grado di dare una risposta. Il punto l’aveva chiesto Poggi (Fabio, l’ex assessore alle Politiche patrimoniali) se non sbaglio. Non sono andato a chiedere di nuovo la stessa cosa». C’è la possibilità di avere un’altra “fumata nera”?

«La Giunta deve dare una risposta all’interrogazione - ha risposto in modo categorico Rocco - possiamo coinvolgere anche la minoranza per il bene della città e, soprattutto, per il rispetto di ciò che deliberiamo». L’intervistato ha poi recriminato per una discrepanza tra le due figure. «L’assessore parla - ha esemplificato ancora - ma poi noi siamo consiglieri e non possiamo andare a vedere. Ricordo che avevamo votato per un buco d’acqua di circa

dieci metri per dieci (la superficie è di 130 metri quadri) da essere utilizzata dai sommozzatori e basta. Se poi nel corso dei lavori è stato fatto altro che non c’è nel progetto non va bene. Ho perplessità sul fatto che alcune persone stiano facendo un lavoro diverso da quanto stabilito».

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