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L’Haemotronic di Mirandola rilancia ma non dimentica

Mirandola. Inaugurata la nuova sede, ricordando le quattro vittime ma guardando al futuro

MIRANDOLA. «Questa inaugurazione è la testimonianza dell’impegno, d’investire e rimanere sul nostro territorio, di mio padre Renato, di mio zio e di tutta la nostra famiglia, che è una famiglia allargata perché i ringraziamenti per quanto siamo riusciti a fare vanno anche ai nostri collaboratori, ai tecnici, così come ai nostri fornitori e ai clienti, attuali e futuri».

Sono parole rotte dall’emozione quelle di Mattia Ravizza - titolare insieme al padre Renato del colosso del biomedicale Haem ...

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MIRANDOLA. «Questa inaugurazione è la testimonianza dell’impegno, d’investire e rimanere sul nostro territorio, di mio padre Renato, di mio zio e di tutta la nostra famiglia, che è una famiglia allargata perché i ringraziamenti per quanto siamo riusciti a fare vanno anche ai nostri collaboratori, ai tecnici, così come ai nostri fornitori e ai clienti, attuali e futuri».

Sono parole rotte dall’emozione quelle di Mattia Ravizza - titolare insieme al padre Renato del colosso del biomedicale Haemotronic - che ha presenziato all’inaugurazione del nuovo stabilimento.

«Nel 2012 i dipendenti erano 199, oggi siamo in 285 - aggiunge - Ben 86 in più, che sono indice di come la nostra azienda sia in forte espansione, non solo in termini d’innovazione, bensì come personale. Perché le nuove tecnologie non servono a nulla senza l’impegno e la forza di tutte le nostre risorse umane. Ecco perché il mio saluto e il mio grazie, in ricordo di quel terribile maggio di quattro anni fa, va anche alle famiglie che qui, causa il tragico sisma che ci ha colpiti, hanno perso quattro ragazzi. Ricordiamo ogni giorno Biagio, Giordano, Matteo e Paolo con viva commozione e tristezza. Quattro nostri dipendenti non ci sono più e a loro verrà dedicata una targa commemorativa all’ingresso della nuova sede».

Heamotronic, festa di inauguazione per la fabbrica rinata dopo il terremoto

Un’inaugurazione che ha confermato la volontà di tutta la famiglia Ravizza di rimanere radicata al territorio del distretto biomedicale, nonostante i gravi danni provocati all’azienda dal sisma di quattro anni fa, che aveva portato a delocalizzare parte della produzione a Carbonara Po. Oggi invece l’Haemotronic riparte con una sede rinnovata, più funzionale e sicura, in uno stabilimento di 11mila metri quadrati che si va ad aggiungere al sito già operativo.

L'Haemotronic rinasce a Mirandola

Ingenti, sono stati poi i fondi stanziati dalla Regione. «L’Haemotronic riceverà complessivamente 20 milioni - ha assicurato l’assessore regionale Palma Costi – 15,8 milioni sono stati già concessi per la ricostruzione della parte infrastrutturale, mentre i restanti 3,4 riguardanti le attrezzature, sono ora in fase di istruttoria. L’impegno della Regione, verso una realtà così importante della nostra zona, è la dimostrazione che l’innovazione e il lavoro possono ripartire anche da qui».

«Oggi, nel giorno che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa in due anni, e che dovrà portare ad una profonda riflessione, è una vera gioia vedere come invece questa impresa riparta con rigore proprio dal territorio a cui si sente legata», ha rimarcato infine Valter Caiumi, presidente di Confindustria Modena.