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Fanano, paese di chiese e arte al confine con la Toscana

Quando Boccaccio descrisse il lago Scaffaiolo. Storie e foto di un secolo fa

FANANO La puntata precedente di questa rubrica era dedicata a Concordia, estremo nord della Provincia di Modena. Oggi, proseguendo in ordine alfabetico, ci occupiamo di Fanano, all'estremo sud, al confine con la Toscana. Un tempo chi da Modena doveva recarsi a Fanano percorreva la "Serpentina", la Provinciale 30, la strada che dopo Pavullo, svoltando verso la Pieve di Renno, conduce giù con una lunga serie di curve al torrente Scoltenna e poi risale fino a Sestola.

C'era una volta a Fanano, curiosando nel paese del secolo scorso

Nel 1956 fu inaugura ...

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FANANO La puntata precedente di questa rubrica era dedicata a Concordia, estremo nord della Provincia di Modena. Oggi, proseguendo in ordine alfabetico, ci occupiamo di Fanano, all'estremo sud, al confine con la Toscana. Un tempo chi da Modena doveva recarsi a Fanano percorreva la "Serpentina", la Provinciale 30, la strada che dopo Pavullo, svoltando verso la Pieve di Renno, conduce giù con una lunga serie di curve al torrente Scoltenna e poi risale fino a Sestola.

C'era una volta a Fanano, curiosando nel paese del secolo scorso

Nel 1956 fu inaugurata la Fondovalle Panaro, la Provinciale 324, più veloce, che i Modenesi percorrono dopo avere raggiunto Vignola. Arrivano così a un paese di poco più di 3.000 abitanti, su una vasta superficie di 89,92 Kmq, il cui territorio varia come altitudine dai 600 metri ai 2.165. Una delle cose che più colpisce chi entri a Fanano e percorra le strade del paese, o giunga alle frazioni di Canevare, Fellicarolo, Lotta, Ospitale, Serrazzone, Trentino, Trignano, è certamente la fusione, negli antichi palazzi, di un'arte "toscana" e di un'arte locale. Sulla Torre dell'Orologio un'iscrizione datata 20 ottobre 1609 ci ricorda Come nessun tempo mi appartiene / eppure sempre indico il tempo / così nessun tempo sicuro / appartiene a te o viandante. Ma è l'elemento religioso a colpire, per il numero molto elevato di chiese e di oratori.

C'era una volta a Fanano, i volti e i luoghi del paese nel secolo scorso

Nel paese emergono la chiesa di Santa Chiara con il monastero delle Clarisse, quella di San Colombano, di San Francesco d'Assisi, di San Giuseppe, il monastero delle Cappuccine, gli oratori di San Giovanni Decollato, del SS. Rosario, del SS. Sacramento, della Madonna del Ponte. Ma è soprattutto la chiesa di San Silvestro, pur modificata nel Seicento e poi nel Novecento, a conservare tracce di un passato che risale al Medioevo. I resti degli antichi capitelli, che io ricordo di aver visto, collocati all'esterno della chiesa, furono disgraziatamente rubati nel 1965.

Una delle piazze principali di Fanano è dedicata a Odoardo Corsini, "filosofo esimio, e principe, in Italia, dell’erudizione nel nostro evo", come dichiarò L. A. Muratori, ma divenuto Generale degli Scolopi dopo aver preso i voti. Ma oratori e chiese parrocchiali, per lo più di origine sei-settecentesca, sono a Canevare, a Lotta, a Fellicarolo, a Ospitale, a Trentino, a dimostrazione di una popolazione fortemente suddivisa sul territorio.

Come ci ricorda Lodovico Vedriani nella seconda metà del Seicento, forse un poco esagerando, "nella provincia del Frignano, ricca di tanti castelli e luoghi popolari, risiede la nobil terra di Fanano, sito molto ameno, di grandezza assai spaziosa, di fabbriche riguardevole, di chiese e di conventi adorna, di popolo tanto numeroso e civile ripiena che si può paragonare a molte città d'Italia".

C'era una volta a Fanano, girando per il paese nel Novecento

Lo splendore di Fanano fu tuttavia offuscato dalla costruzione della Via Vandelli sul finire del Settecento. Fanano si trovò improvvisamente tagliato fuori dai principali flussi commerciali che da Modena partivano alla volta della Toscana. Cominciò così un lento declino che porterà una buona parte della popolazione a emigrare negli Stati Uniti in cerca di fortuna.

Fanano, le immagini e i personaggi del secolo scorso

Ma i primi anni del Novecento videro la modernità entrare impetuosa a Fanano. Lo sfruttamento delle acque del fiume Fellicarolo permise l'illuminazione del paese, e la costruzione di una fontana pubblica portò acqua fresca nel cuore pulsante della vita pubblica.

Squadra di calcio giovanile di Fanano, il secondo in piedi da sinistra è l'attuale sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli
C'era una volta a Fanano, personaggi di ieri e di oggi

Chi voglia ripercorrere le trasformazioni urbane di Fanano tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento deve assolutamente consultare i due volumi di immagini che ha pubblicato Gaetano Lodovisi, accompagnati da accurate e approfondite descrizioni.

Le cartoline erano in quel periodo una delle poche possibilità di comunicare, ma anche di promuovere attività commerciali.

Su una cartolina con la veduta di Fanano dal Cinghio (siamo nel 1932) un negoziante, Umberto Bortolotti, pubblicizza il proprio negozio con questa poesia:

Forestiero che giri l'Appennino / in piazza di Fanan non aver fretta / se ti manca il toscano... il bicchierino / o la cancelleria... o la sigaretta... tutto ciò che t'aggrada, stanne certo, / lo troverai da Bortolotti Umberto.

La storica tradizione della lavorazione della locale pietra arenaria ha trovato seguito, nel 1983, nel primo Simposio di scultura su pietra, ora biennale, fortemente voluto dall'allora Sindaco Giancarlo Muzzarelli (prestato ora come Sindaco ai Modenesi) e dagli scultori Italo Bortolotti, di Fanano, e Davide Scarabelli, di Pavullo nel Frignano. Un vero Museo all'aperto di scultura contemporanea su pietra, con oltre duecento opere, è ambientato nel centro storico di Fanano e in tutte le frazioni.

Ma è la montagna a caratterizzare Fanano, il cui territorio fa parte del Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese.

Dal Passo della Croce Arcana si raggiunge Pistoia, e il Monte Cimone con i suoi 2.165 metri svetta sul paese.

I sentieri conducono al lago Pratignano (m. 1307) e al lago Scaffaiolo (m. 1775).

Su quest’ultimo, che deve la sua origine ad azioni di alterazione chimica e fisica, scrisse Giovanni Boccaccio nel 1373 nel suo De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris liber:

"SCAPHAGIOLUS modicus lacus est in Appennino qui inter agrum Pistoriensem atque Mutinensem sublimatur, miraculo magis quam aquarum copia memorabilis. Nam, ut omnes testantur accole, si quis sponte vel fortuitu lapillum vel rem aliam que aquas moveat in eum proiiciat, repente aer in nubes cogitur et tanta ventorum tempestas oritur ut non nunquam vicine lacui validissime quercus fagique veteres aut truncentur aut radicitus evellantur. Quid animalia dicam, si qua sint, si arbores enervantur? Et sic infesta omnibus per diem totam aliquando perseverat".

Come tradusse Albano Sorbelli (Fanano, 2 maggio 1875 - Pavullo, 22 marzo 1944), storico, grande bibliografo e bibliotecario italiano, direttore della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, "Scaffaggiuolo, lago picciolo è nell'Appennino, il quale fra la regione di Pistoia e Modena s'inalza, e più per miracolo che per la copia dell'acqua memorabile, perocché, come danno testimonianza tutti gli abitatori, se alcuno da per sé, ovvero per sorte, sarà che getti una pietra o altro in quello, che l'acqua muova, subitamente l'aere s'astringe in nebbia e nasce di venti tale fierezza che le querce fortissime e li vecchi faggi vicini o si spezzano o si sbarbano dalle radici".

bussirolando@gmail.com

(38, continua)