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«La Cyber Academy di Modena porterà posti di lavoro»

Andrea Melegari di Expert System, partner del progetto: «Questa è una sfida da vincere per il territorio: una volta c’era il motore, oggi anche l’informatica»

MODENA. Expert System è la prima azienda ad aver sposato, e in parte creato, il progetto della Cyber Academy. L’azienda modenese, leader mondiale nella tecnologia semantica e tra le migliori società ICT al mondo nell’ambito della gestione delle informazioni, vive sulla propria pelle cosa significa la sicurezza dei dati.

Andrea Melegari è senior executive vice president del settore Defense, Intelligence & Security. In Expert System dal 2000, ha maturato grande esperienza nel realizzare e coordinare progetti molto complessi che impiegano la tecnologia semantica a supporto del processo di Intelligence: «Siamo felici di essere al fianco dell’università in questo progetto - spiega Melegari - ma dobbiamo essere consapevoli che è tutto il territorio a doversi rendere conto di quanto si possa sviluppare questo aspetto sul nostro territorio. Nella Silicon Valley, per ogni lavoratore impiegato nel campo dell’informatica si generano altri tre posti di lavoro: un indotto pazzesco sul quale Modena deve investire. Ha fatto così per chi ha inventato i motori con i quali si muovono le auto di oggi, deve fare così per chi può sviluppare i motori di domani».

Non lo diciamo perché è il nostro settore, ma perchè è l’obiettivo strategico che ci dobbiamo dare se vogliamo continuare a stare nel mondo così come abbiamo fatto con i motori delle auto. Modena ne ha le capacità e questa è l’occasione giusta. Comune e Regione sono al nostro fianco, ci fa piacere abbiano capito subito l’importanza di questo progetto, ma l’appello va rivolto a tutti, anche alle tante aziende che potrebbero contribuire a creare nuovi posti di lavoro in questo settore».

Il termine hacker a chi lavora in Expert System non fa paura, è pane quotidiano: «Dobbiamo creare figure esperte nelle capacità di difendere i dispositivi informatici. L’università non crea sufficienti laureati da assumere, questo progetto vuole estendere la possibilità di un posto di lavoro a tutti quei ragazzi che hanno questa attitudine, quella di montare e smontare computer, dialogare con la macchina per vedere chi è più intelligente. E non importa essersi già laureati, ciò che importa è avere le carte in regole per provare a vincere questa sfida».

Un aspetto decisivo è quello della ricaduta sul territorio: «È qui - chiude Melegari - che questi cervelli devono rimanere, dobbiamo metterli nelle condizioni di essere assunti nelle tante aziende che cercano personale nel campo dell’informatica, sviluppando proprio queste capacità. Hacker non vuole dire creare un virus che infetta i vostri computer, significa proteggere le nostre banche dati, la nostra privacy e ormai significa anche difendere la nostra sicurezza. le frodi informatiche sono all’ordine

del giorno, il problema diventa più complesso quando si minaccia non solo la sicurezza di un singolo ma quella della collettività. Il terrorismo corre anche sul web, non lo scopriamo oggi, e ogni sistema di difesa che si rispetti deve anche sapersi difendere da attacchi hacker». (d.b.)

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