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Gli amici modenesi svelano i segreti di Pavarotti

I compagni modenesi della briscola raccontano per la prima volta il dietro le quinte del tenore nella vita di tutti i giorni

Maestro, Big Luciano, Il Tenorissimo, la più grande voce del Novecento. Luciano Pavarotti è stato definito in mille modi, ma tutta la grandeur della fulgida carriera del cantante d'opera nato a Modena ha forse un po' nascosto la persona dietro le paillettes dei palcoscenici più prestigiosi del mondo. I suoi pregi e i suoi difetti, le sue idiosincrasie e simpatie le conoscevano benissimo i suoi compagni di infanzia, i “famosi” Amici della briscola che soprattutto negli ultimi 15 anni di vita hanno accompagnato il tenore modenese ai quattro angoli del pianeta. Ora la loro storia diventa finalmente un libro, edito dalla editrice modenese Artestampa con il titolo “Vincerò. L'ultima partita con Luciano Pavarotti” che la Gazzetta oggi presenta in anteprima. Il volume, firmato dallo scrittore Rocco Mastrobuono, sarà in libreria e nelle edicole a partire da giovedì prossimo (152 pp., 17 euro).

In queste pagine compaiono le vicende di “Lucianino” insieme agli amici Giorgio Maletti detto “Giurgin”, Luciano Ghelfi detto “Colonnello” e Giulio Bonacini detto “Bòla”, gli ultimi due ancora viventi. I quattro hanno giocato a carte, perlopiù a briscola, per anni e anni e la scena da immaginarsi è davvero da film. Il maestro, infatti, si faceva preparare a ogni concerto un tavolo a pochi metri dalla scena: i quattro amici iniziavano a giocare e Pavarotti interrompeva solo quando doveva andare a estasiare il pubblico pagante con la sua voce incredibile.

C'era insomma una alternanza davvero curiosa tra la scena mondiale e il dietro le quinte, la vita vera con gli amici. Alternanza, evidentemente, da situazionismo puro che tanto dice della società dello spettacolo teorizzata da Guy Debord.

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Ma il libro di Artestampa non teorizza, racconta invece innumerevoli vicende personali a Londra, Pechino, New York, la Barbados, Taiwan. Presenta quindi il “vero” Pavarotti, il gourmet che amava il buon cibo e si faceva preparare la cucina privata in ogni albergo per cucina - per gli amici - gli amati prodotti modenesi. L'autore, attraverso una scrittura piana ma non banale, accattivante, racconta decine e decine di episodi riguardo Big Luciano. Il cantante d'opera che, a differenza di moltissimi sui grandi colleghi, è notissimo anche fuori dalla cerchia dei melomani grazie al Pavarotti&Friends che per anni ha portato gratis a Modena personaggi mondiali come Bono Vox e gli U2, Sting, Bob Geldof, Andrea Bocelli, Bryan Adams, Zucchero, Luciano Ligabue, Liza Minnelli, Elton John, Eric Clapton, Natalie Cole, Stevie Wonder, Lionel Richie e Joe Cocker.

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Questi appuntamenti, a un certo punto, vennero un po' bistrattati e Modena perse un’occasione davvero unica. Questo solo per ricordare che Big Luciano, pur girando il mondo come una trottola per la carriera, non dimenticò mai la Ghirlandina e appunto gli amici di infanzia che divennero praticamente fondamentali. Il motivo è a metà libro: Pavarotti faceva una vita rutilante e solo con gli amici d'infanzia si rilassava. Quegli amici, oggi pensionati, che hanno fatto e fanno una vita “normale”. Ed è l’unica cosa che alle star è quasi sempre preclusa.

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