Quotidiani locali

Modena. Pavarotti e le donne: nel libro gli scontri tra Adua e Nicoletta

Gli amici della briscola erano molto legati alla prima moglie: «Era la fidanzata storica, a Londra la crisi era già nell’aria»

MODENA. Nel libro “Vincerò. L'ultima partita con Luciano Pavarotti” di cui ieri la Gazzetta ha anticipato i contenuti, come escono le due famiglie di Big Luciano? Secondo quanto dicono gli amici della briscola benissimo quella della prima moglie Adua Veroni e un po' in chiaroscuro quella della vedova Nicoletta Mantovani.

Quest'ultima, mamma di Alice, più che altro è ignorata tanto che ad esempio per cognome è citata solo a pagina 122 sulle 150 del nuovo libro da domani in libreria ed edicola. Adua invece è così definita dagli amici della briscola Luciano Ghelfi e Giulio Bonacini: «Adua era la sua fidanzatina storica. Lei lo aveva seguito fin dagli inizi. Gli aveva assecondato la carriera. L’Adua aveva fiducia. Donna tosta, anche da giovane, che quando prendeva una decisione ci andava giù pari». Altre anticipazioni dal nuovo volume di Artestampa.

leggi anche:

Le spade di queste due donne fondamentali nella vita di Luciano Pavarotti si incrociano a metà degli anni Novanta, a Londra, in un incontro al Grand Hotel Excelsior tra il tenore, la moglie e l’allora segretaria Nicoletta. A un certo punto, si legge nel libro, appare anche la principessa Lady Diana Spencer, ma senz'altro fu una resa dei conti non piacevole tra i tre protagonisti modenesi. Così la raccontano nel volume gli amici: «La crisi forse un po' era nell'aria. Noi con Adua non ne abbiamo parlato perché eravamo amici di tutti e due e sarebbe stato indelicato. La vicenda però venne fuori ufficialmente a Londra, dove lui era per un concerto importante davanti alla famiglia reale. Lui aveva sempre respinto le accuse della moglie che già aveva i suoi sospetti e aveva detto che a Londra sarebbe andato da solo, che non voleva neanche la Nicoletta, la segretaria (successivamente seconda moglie di Pavarotti, ndr) perché voleva riflettere. Solo che poi la ragazza se l’era portata effettivamente dietro. L'Adua lo imparò e gli fece una improvvisata: prese il primo aereo per Londra e si presentò lì, nel Grand Hotel, dopo lo spettacolo. Quello che successe o che si dissero lì nella suite, tutt'e tre, lo sanno solo loro (e un po' forse il maggiordomo Tino, il peruviano). Fatto sta che il bubbone era scoppiato e nessuno dei tre voleva più tenere nascosta la faccenda». Poi il gran finale a sorpresa che spiega come un fatto personale divenga pubblico: «Mentre erano lì - continua il racconto - che si dicevano a brutto muso le loro cose sai chi arriva alla reception dell'hotel? Lady Diana. Che era venuta fin lì a omaggiare il Maestro. Che forse era lì in canotta, a litigare con le sue due donne. Che situazione. Non so se la fecero salire o scese lui. Però pensa l'imbarazzo, pensa lo stato d'animo di quest'uomo che era obbligato a essere sempre in scena anche quando non cantava, anche fuori dal teatro».

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Pubblicare un libro, ecco come risparmiare