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L’incontro con Bagnasco e le storie dei ragazzi

CRACOVIA. Cresce l'attesa per i giovani modenesi, ormai proiettati verso il finale a Cracovia e l'arrivo di Papa Francesco. Ieri i pellegrini hanno visitato il santuario della Divina Misericordia,...

CRACOVIA. Cresce l'attesa per i giovani modenesi, ormai proiettati verso il finale a Cracovia e l'arrivo di Papa Francesco. Ieri i pellegrini hanno visitato il santuario della Divina Misericordia, nei pressi del monastero di Suor Faustina Kowalska. Alle 16.30 la Messa per tutti gli italiani, celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al termine dell'Eucarestia, ha voluto dedicare alcune parole ai fatti delle ultime ore, ringraziando tutti i s ...

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CRACOVIA. Cresce l'attesa per i giovani modenesi, ormai proiettati verso il finale a Cracovia e l'arrivo di Papa Francesco. Ieri i pellegrini hanno visitato il santuario della Divina Misericordia, nei pressi del monastero di Suor Faustina Kowalska. Alle 16.30 la Messa per tutti gli italiani, celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al termine dell'Eucarestia, ha voluto dedicare alcune parole ai fatti delle ultime ore, ringraziando tutti i sacerdoti presenti e rivolgendosi direttamente ai giovani: «Voi - ha detto Bagnasco - siete la risposta al clima di odio di questi giorni».

Intanto i giovani modenesi continuano a vivere con entusiasmo questi giorni di festa e di incontri. Per i 771 pellegrini sono tante le esperienze destinate a diventare indimenticabili.«La cosa che mi è piaciuta di più in questi giorni - ci racconta Martina di Cavezzo - è il fatto che qui hai davvero l'impressione di incontrare tutto il mondo. Ma non mancano momenti profondi. Domenica mattina a Wroclaw, per esempio, siamo stati sorpresi dalla pioggia. Sotto a un portico è nata una bellissima occasione di confronto spirituale con don Daniele. Sono momenti che ti fanno davvero credere in Dio. Qui a Skawa - continua Martina - dormo con altre mie nove amiche della bassa in una specie di reggia, con tanto di piscina. A Wroclaw ero con una giovane coppia di 28 e 26 anni, sposati da pochi mesi e in attesa di un figlio. Sono stata colpita dal loro affetto». Un affetto che ha colpito anche Beatrice, Noemi e Chiara di Portile: «L'accoglienza del popolo polacco ci ha davvero impressionato. A Wroclaw alloggiavamo in un convento di suore che hanno trattato come figlie. Al momento della partenza non smettevano di piangere e si sono raccomandate di tornarle a trovare». Sara, 24 anni di Serramazzoni, studente di medicina ha accompagnato qui alcuni giovani minorenni: «Ho deciso di partecipare a questa Gmg - ci racconta - per conoscere la Chiesa di un altro Paese. Ora è il momento di vivere tutto quanto, quando tornerò a casa sarà il momento di elaborare».