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Ora Serra volta pagina e vuol rivoluzionare il Prg

Il Consiglio approva la variante che sostituisce quello delle precedenti giunte Ridotta del 10% la potenzialità edificatoria ma non si interviene su vecchi piani

SERRAMAZZONI. Passaggio urbanistico chiave a Serra: nel Consiglio di giovedì è stata approvata la variante specifica al piano regolatore che segna una svolta rispetto al quadro normativo che ha fatto da sfondo ai molteplici casi giudiziari. È il frutto dei due anni di lavoro dello studio bolognese Oikos Ricerche, che ha messo ordine a un ambito legato ancora a un Prg del 1983 e dove dal 2002 al 2012 sono state approvate venti varianti specifiche. Nel solo 2007 erano stati autorizzati 42mila ...

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SERRAMAZZONI. Passaggio urbanistico chiave a Serra: nel Consiglio di giovedì è stata approvata la variante specifica al piano regolatore che segna una svolta rispetto al quadro normativo che ha fatto da sfondo ai molteplici casi giudiziari. È il frutto dei due anni di lavoro dello studio bolognese Oikos Ricerche, che ha messo ordine a un ambito legato ancora a un Prg del 1983 e dove dal 2002 al 2012 sono state approvate venti varianti specifiche. Nel solo 2007 erano stati autorizzati 42mila metri di alloggi, nell'ambito di sei piani particolareggiati che coprivano 37 campi da calcio, di cui è stato realizzato solo l'1%. Per raggiungere un nuovo ordine nel settore, bisogna arrivare all'adozione di un Piano strutturale comunale (Psc). Ed è l'obiettivo di chiusura mandato della giunta Rubbiani. Ora è stato fatto il passo intermedio «cruciale – ha sottolineato l'assessore all'Urbanistica Andrea Convenuti – per una corretta istruttoria delle pratiche, che verrà molto velocizzata, per uno sviluppo armonico ed equità di diritti».

Un lavoro fatto di due parti: una di messa in ordine del “vecchio”, che ha anche sostituito la cartografia obsoleta con un sistema georeferenziato. L'altra di pianificazione: «Abbiamo ridotto del 10% la potenzialità edificatoria – ha sottolineato Convenuti – riscritto le norme attuative, ridefiniti i parametri per le zone edificate, riaggiornato la disciplina nelle zone agricole, eliminato incongruenze ed errori e molto altro, in accordo con la Provincia. Non è stato possibile però intervenire nel capoluogo su piani già convenzionati o interessati da procedimenti giudiziari: qui dobbiamo aspettare il Psc». E questo è stato il terreno di scontro con la 5 Stelle Francesca Marzani (unica a votare no), che avrebbe voluto lo stralcio delle lottizzazioni mai attuate: «Così – ha detto – mantenete il progetto di 500 nuove unità abitative che corrispondono a circa 150mila metri cubi di cemento. Chi credete abbia i capitali per costruire 150mila metri? Purtroppo i grandi capitali sono sempre più spesso nelle mani delle associazioni mafiose: non vorremmo che Serra diventasse un'enorme lavatrice di denaro sporco». Per lei insomma è solo sulla carta che non si aggiunge consumo di suolo, perché si mantengono vecchi piani che, se attuati, cementificano. «Andavano stralciati come ha fatto il sindaco di San Lazzaro di Savena con 580 alloggi», ha sottolineato a margine. Per Convenuti invece «lo stralcio di piani convenzionati esponeva al rischio di dover restituire Ici, oneri e pagare i danni. I piani scadono nel 2020: col Psc che approveremo ridurremo i volumi». Ma c'è stata anche una battaglia di metodo: per i 5 Stelle, come per Claudio Bartolacelli (che poi non ha preso parte al voto) e il gruppo Toni-Merciadri (astenuti), la variante andava discussa con i cittadini prima di venire adottata. Per l'assessore invece, se si rivelano in pubblico i contenuti di una variante prima dell'approvazione, si rischia di veder vanificati i provvedimenti da qualche privato che decide di mettersi di traverso. Ma nei 60 giorni che intercorreranno dal deposito (per questo ritardato a fine agosto) ci sarà modo di illustrare e fare modifiche. Per poi approvare tutto in via definitiva a dicembre.