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Fiumalbo, il paese delle torri tra i borghi più belli d’Italia

Fiumalbo, il paese delle torri tra i borghi più belli d’Italia

I rifacimenti del centro, la rassegna delle avanguardie e la festa dei lumini

Nei locali dell’ex convento delle Suore domenicane è collocata la Biblioteca comunale di Fiumalbo. È dedicata a un mio caro amico, Albano Biondi, che era nato a Fiumalbo l’11 gennaio 1930, e che un pirata della strada ci ha sottratto il 26 aprile del 1999. È stato il maggiore e soprattutto più appassionato storico di Modena e del suo territorio. Non potevo non partire da qui per parlare di Fiumalbo, un piccolo Comune di 1.290 abitanti su una superficie di 39,32 kmq.

Gli abitanti sono pochi, e come per tutto l’Appennino il calo demografico è stato costante: le statistiche ci dicono che erano 2.917 nel 1921, e quarant’anni dopo, nel 1961, 2.112. Sappiamo che nell'incidente avvenuto nel 1913 in una miniera di Dawson nel Nuovo Messico tra i 146 minatori emigrati dall'Italia che perirono ben 17 provenivano da Fiumalbo.

È il destino di molte località, e per questo nel 2001 è stata fondata l'associazione I borghi più belli d'Italia, di cui Fiumalbo fa parte, proprio con l'intento di contribuire a salvaguardare, conservare e rivitalizzare piccoli nuclei, Comuni, ma a volte anche singole frazioni, che, trovandosi al di fuori dei principali circuiti turistici, rischiano, nonostante il grande valore, di essere dimenticati con conseguente degrado, spopolamento e abbandono. La vallata di Fiumalbo è veramente molto bella (il suo nome deriva da Flumen album, cioè “fiume bianco”): si apre sul monte Cimone a est e, a sud-est, svetta il Libro Aperto; il passo dell'Abetone a sud; la gola del fiume Scoltenna a nord. Per arrivare all'Abetone bastano poco più di 10 minuti, attraversando la frazione di Dogana (il nome ci dice che qui erano le guardie al confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena), ma bisogna raggiungere la SS. 12 Abetone-Brennero (Il Comune di Abetone è stato istituito nel 1936 prendendo una parte del territorio del Comune di Fiumalbo e una di quello di Cutigliano. Dal 1° gennaio 2007 sarà soppresso e fuso con il Comune di Cutigliano: si chiamerà Abetone Cutigliano). La confluenza dei due corsi d'acqua che delimitano il centro del paese dà origine allo Scoltenna che, a sua volta, confluendo con il Leo, dà origine al fiume Panaro, affluente del Po. Corsi d'acqua minori sono il Rio delle Pozze dalla Val di Luce, il Pistone, dal Cimone, il rio delle Tagliole, dal Lago Santo.

Il centro storico si è nel tempo ingrandito. Per usare le curiose parole di don Giorgio Lenzini (autore nel 1993 di una delle poche pubblicazioni su Fiumalbo: Fiumalbo. Il paese delle tre torri), “l'amministrazione guelfa con felice iniziativa ha sfruttato il greto del torrente delle Pozze, trasformandolo in un bel viale di circonvallazione che si snoda alla base della Rocca e collega piazza S. Rocco con la Filanda e l'aia Danti”; “L'amministrazione ghibellina del sindaco Molinari ha scavato un tunnel sotto il Monterasino, consentendo uno snellimento del traffico automobilistico”. Il sindaco “ghibellino” Mario Molinari (1927-1999), grande amico di Antonio Delfini, discendente di una ricca famiglia di torrefattori modenesi, promosse ‘Parole sui Muri’, una rassegna internazionale delle neoavanguardie che si svolse a Fiumalbo dall'8 al 18 agosto del 1967

. Insieme a lui idearono il progetto i pittori modenesi Claudio Parmiggiani, Carlo Cremaschi, Giuliano Della Casa, il poeta Adriano Spatola, allora punto di riferimento per le neoavanguardie del territorio emiliano, Corrado Costa, e il torinese Lora-Totino, amico di Spatola. Nell'arco di dieci giorni ogni muro del paese venne tappezzato di versi, manifesti e dipinti. Centinaia di artisti riempiono il paese di sculture e pitture strane, il paese intero divenne uno spazio da interpretare liberamente e utilizzare per esprimere la propria arte. Un gran numero di poeti, scrittori, pittori e intellettuali, ma anche tanti curiosi, accorsero per assistere all'evento culturale. Alti furono i contenuti artistici, ma anche gli effetti politici e sociali della rassegna, come le proteste dell'opposizione politica del paese, che denunciò la confusione, la dissennatezza e l'amoralità degli artisti giunti a Fiumalbo, che dormivano insieme sotto una grande tenda. “Strappate, lacerate, rompete oggetti e... teste, se occorre, onde evitare che le nostre case e il nostro paese subiscano ulteriori profanazioni!”. Lo riportava un volantino anonimo, rivolto ai cittadini di Fiumalbo.

La seconda (e ultima) rassegna di ‘Parole sui muri’, quella del 1968, venne organizzata meglio, anche se più istituzionalizzata, meno creativa della prima e caratterizzata da incomprensioni e da dissidi tra gli organizzatori. Di carattere molto più “guelfo”, per usare le parole di don Giorgio Lenzini, sono le manifestazioni religiose. A Fiumalbo nel 1957 venne organizzato il primo presepe vivente. Successivamente, dopo una pausa durata quasi trent'anni, dal 1984, si decise di riproporre la manifestazione del presepe vivente ogni due anni. Lungo le strade, i vicoli e sotto le volte del borgo medievale illuminato solo da fiaccole, vengono allestite rievocazioni degli antichi mestieri, come pastori, scalpellini, mugnai, cestai, filatrici, ricamatrici, panettieri, fabbri, ceramisti, norcini e molti altri con centinaia di comparse e animali che fanno da contorno alla scena della natività, dove Gesù è un bebè nato nell'anno corrente. Il presepe viene rappresentato nella notte della vigilia di Natale degli anni pari e in uno dei primi giorni del gennaio successivo.

Un'altra occasione per vedere il paese trasformato dalle luci è in occasione della commemorazione del patrono, San Bartolomeo Apostolo: la sera del 23 agosto tutto il borgo, torrente compreso, è disseminato di lumini, e in quest'atmosfera viene eseguita una processione nelle strade con la presenza delle due confraternite paesane.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

 

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