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Carpi: «Sta male», e spara alla moglie ammalata

La donna era affetta da Alzheimer. Pierino, 85 anni, non ha retto allo stress Disperato ha chiamato la figlia al telefono. Arma sequestrata, lui arrestato

CARPI Una unione durata quasi 65 anni, ma messa duramente alla prova dalla malattia. E' questo il quadro della tragedia di questa mattina a Carpi, nel Modenese, dove un anziano ha ucciso la moglie a colpi di pistola. La vittima si chiamava Maddalena Pavesi, aveva 83 anni, e da tempo soffriva di demenza senile e Alzheimer. A fare fuoco il marito Pierino Corradini, 85 anni. E' stato arrestato dalla polizia.

«Vieni, tua madre non sta bene». Riagganciata la cornetta del telefono la figlia è corsa a casa dei suoi genitori in via Belgrado dove ha scoperto la tragedia: suo padre aveva ucciso sua madre con tre colpi di pistola. Dietro a questo omicidio però non vi sono motivi oscuri, ma c’è semplicemente la disperazione dovuta alla grave malattia di cui soffriva la donna.

Carpi, la moglie è malata, la uccide a colpi di pistola La responsabile del commissariato di Carpi dottoressa Laura Amato ricostruisce il quadro in cui è maturato l'omicidio che ha visto Pierino Corradini, 85 anni, uccidere la moglie Maddalena Pavesi di 83 anni.

La coppia era assieme da quasi 65 anni; una vita tranquilla vissuta serenemente per tirare su tre figli, due femmine e un maschio. Poi negli ultimi anni è arrivata la demenza senile della donna con complicazioni sempre più preoccupanti legate all’insorgere anche dell’Alzheimer. La vittima si chiamava Maddalena Pavesi (per gli amici Marta), aveva 83 anni. A fare fuoco il marito Pierino Corradini, 85 anni, volontario dell’Avis (l’Associazione dei donatori di sangue). La figlia chiamata in quell’appartamento modesto ha subito capito che era accaduta una tragedia e non ha avuto il coraggio di entrare nella stanza dove c’era l’anziana madre. Figlia e padre hanno così dialogato per qualche istante, lei in una stanza, lui nell’altra assieme alla sua vittima. Così a quel punto la figlia ha chiamato il 113.

Delitto di Carpi: "Pierino Corradini dice di aver ucciso perchè veniva aggredito dalla moglie" Il sostituto procuratore Claudia Ferretti spiega il contesto in cui è maturato l'omicidio di via Belgrado a Carpi. La dottoressa spiega la versione fornita da Pierino Corradini che avrebbe spiegato di aver ucciso la moglie Maddalena Pavesi in preda all'esasperazione dopo mesi di tentativi di aggressione da parte della moglie debilitata dall'Alzheimer. Video di Stefano Toraro

Pochi istanti dopo una pattuglia della la Volante Polizia di Stato era sul posto. Agli occhi degli agenti si è presentata una scena terribile: la donna senza vita in una pozza di sangue. L’esasperazione per la malattia che peggiorava e il rapporto sempre più difficile tra la donna e l’anziano, avrebbero spinto Pierino Corradini a premere il grilletto dell’arma regolarmente detenuta, assieme a un fucile, entrambi posti sotto sequestro dalla Polizia di Stato. Quindi parrebbe da escludere la premeditazione anche se resta l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla parentela. Tutto si è consumato ieri mattina verso le 11.30. Nel quartiere posto a fianco della via Bollitora a quell’ora regnava una calma assoluta, poi i tre colpi di pistola hanno fatto precipitare tutti nell’angoscia.

Maddalena Pavesi
Maddalena Pavesi

L’arrivo della pattuglia della polizia ha poi fatto capire ai residenti, molti dei quali si erano riuniti nell’area cortiliva del palazzo, che qualcosa di molto grave ara accaduto. In successione dopo sono arrivati gli agenti della Polizia Scientifica, due addette della Medicina Legale e infine i necrofori che hanno prelevato la salma. Nell’appartamento la Polizia ha analizzato ogni singola traccia lasciata dall’uomo per poi chiudere l’alloggio ponendolo sotto sequestro per indagini giudiziarie. L’anziano che ha ucciso la moglie è stato portato in Commissariato dove è stato interrogato dagli agenti. Secondo quanto appreso l’uomo è apparso frastornato e fragile, un “nonno” che probabilmente non si rendeva nemmeno conto di quanto era accaduto.

Una affermazione però ha colpito gli inquirenti e cioè quella relativa agli attimi dopo l’uxoricidio: «Se non foste arrivati subito - ha detto Corradini ai poliziotti - mi sarei puntato quella pistola addosso e l’avrei fatta finita». In commissariato sono poi state sentite anche le figlie Franca e Patrizia (il figlio maschio infatti era in ferie: il suo rientro è atteso per queste ore). Agli agenti le due donne hanno spiegato che nulla nel “menage” dei genitori poteva far intuire una situazione di tale sconforto. L'uxoricida viene descritto come un uomo lucido: l'arma, tanto per fare un esempio, non solo era regolarmente detenuta, ma addirittura perfettamente conservata in maniera sicura. Ma l'anziano era evidentemente molto provato dalla malattia della compagna. L’anziano è rimasto in Commissariato a Carpi fino a ieri sera, poi è stato trasferito in Carcere a Sant’Anna. Nel tardo pomeriggio una delle figlie ha portato al genitore alcuni beni di conforto.

La famiglia dell’uomo è a dir poco sconvolta da questo episodio. Le due figlie e il figlio, infatti, non hanno mai fatto mancare il sostegno agli anziani genitori. «Venivano a trovare Pierino e sua moglie - dice un vicino - tutti i giorni, anche più volte. Evidentemente per l’anziano la situazione si è aggravata all’improvviso e sono mancati i segnali per poter prevedere un epilogo di questo tipo». Al momento non è ancora noto il nome del legale che difenderà Pierino Corradini dall’accusa di omicidio volontario aggravato, ma è certo che il legale che sarà designato punterà la sua difesa sulla situazione familiare esasperata dalla malattia della donna. Alzheimer e demenza senile sono infatti malattie che, secondo una definizione dei medici, “tolgono la dignità ai malati”. Per chi deve assistere persone afflitte da simili patologie c’è il rischio insomma di cadere in depressione e compiere gesti irrazionali.

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