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Formigine e le sue frazioni una “collana” di gioielli d’arte

Formigine e le sue frazioni una “collana” di gioielli d’arte

Le splendide ville del forese e le chiese con affreschi di grande pregio

FORMIGINE. Nella puntata di oggi continuiamo a parlare di Formigine, delle sue frazioni, che contribuiscono all’elevato tenore di vita del Comune con le loro attività economiche. Sono di antica data, trasformatesi nel tempo. L’esistenza di Casinalbo è documentata ad esempio a partire dal X secolo con il nome di “Casale Albini”. Oggi, con circa 5.500 abitanti, è la frazione più popolata del Comune di Formigine, attraversata da nord a sud dalla Via Giardini, vicinissima a Modena.

Tante attività economiche vi hanno prodotto benessere. Qui, nel 1867, Francesco Maletti comincia a estendere la sua salumeria, iniziando a produrre salami, salsicce e soprattutto zamponi e cotechini. Un laboratorio da cui nascono i prodotti che con la loro qualità fanno la fortuna del marchio. Da piccolo laboratorio crebbe e divenne famoso al punto che già nei primi del Novecento esportava in tutto il mondo e serviva le più belle salumerie d’Europa. Nel cuore della frazione si trova la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, completamente ristrutturata nel 1521, poi di nuovo alla fine dell’Ottocento.

Nei dintorni di Casinalbo è possibile ammirare un gran numero di edifici storici privati di notevole pregio, di alcuni dei quali riproduciamo una vecchia immagine, tra i quali Villa Levizzani, ora sede di un club, “La Meridiana”, riservato ai soci, di stile tardo eclettico con un’interessante mescolanza di influenze neo-rococò e liberty. Ma ricordiamo almeno Villa Bonacini, dimora ottocentesca del principe Ercole Pio di Savoia; Villa Morano Scandiani, nei pressi di Via Giardini,

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decorata esternamente a imitazione di uno chalet; Villa Marchisio Galateri di Genola, progettata da Cesare Costa alla metà dell'Ottocento ristrutturando un casino seicentesco. Villa Cassiani Ingoni, detta “Il Fugone”, raggiungibile da un suggestivo viale di pioppi cipressini, presenta una struttura simile alla più conosciuta Villa Sorra di Castelfranco, suddivisa com'è in corpo centrale, altana e lanternino. Da Formigine occorre percorrere 6 km per raggiungere la frazione di Colombaro, abitata da circa 1.500 persone, che può vantare nel suo centro il monumento più antico del territorio: la pieve dedicata a San Giacomo, sito riconosciuto dal progetto europeo “Transromanica”, che promuove i monumenti romanici: il primo fra tutti è naturalmente il Duomo di Modena.

Al Quattrocento risalgono gli affreschi recentemente rinvenuti nel sottotetto dell’edificio adiacente alla pieve. Nel Seicento la chiesa assunse la dignità di parrocchia e iniziò la trasformazione in forme barocche. A una sola navata, affiancata dal campanile settecentesco, è stata recentemente riportata al suo originario aspetto romanico. Qui l’antica tenuta agricola “La Tegagna” è stata trasformata nel 1987, sulla via per Castelnuovo Rangone, in uno tra i migliori campi da golf in Italia, il “Modena Golf & Country Club”, adagiato su un'estensione di oltre cento ettari con un percorso di gara da diciotto buche. Anche la campagna di Colombaro è ricca di numerose ville storiche. Ricordiamo almeno, proprio nelle vicinanze dei campi da golf, Villa Maria al Tiepido, costruita alla fine dell’Ottocento in un sontuoso stile eclettico per volontà di Francesco Aggazzotti, noto enologo e agronomo. La villa si articola su una pianta a forma di stella che si sviluppa su due piani e una maestosa torre con orologio.

L’interno, decorato dal carpigiano Andrea Becchi in stile eclettico, presenta nello scalone raffinate decorazioni in stile pompeiano. Corlo, antico villaggio rurale, oggi abitato da circa 2.300 persone, sorge nei pressi dell’omonimo canale derivante dalle acque del Secchia. La chiesa parrocchiale risale all’inizio dell’Ottocento e si deve all’architetto Giuseppe Maria Soli.

Anche qui belle ville (si doveva stare davvero molto bene da quelle parti!), come la quattrocentesca Villa Castellani Tarabini, o l’ottocentesca Villa Chiossi, o villa Della Fontana, di probabile origine seicentesca. L’acqua scorreva in abbondanza, e in località Ponte Fossa, sul canale di Corlo (le vecchie foto ci mostrano bambini che vi fanno il bagno) si trova ancora un mulino del XV secolo, riedificato nel XVII secolo. Anche Magreta, seconda frazione del Comune per numero di abitanti (quasi 4.000), che risale al IX secolo, ha belle ville storiche: Villa Clementina, circondata da un doppio giardino all’italiana, e la neoclassica Villa Palmieri Feoli. L’Oasi Naturalistica di Colombarone, alla confluenza del torrente Fossa nel fiume Secchia, è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), risultato di un pregevole intervento di recupero ambientale con lo scopo di conservare e valorizzare l’ecosistema fluviale esistente.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(43, continua)

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