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Grande successo a Modena per lo “scacco matto” in scena sott’acqua

Le partite di scacchi del campionato under 16 Chess Diving Pezzi appesantiti, si gioca in apnea con le maschere

MODENA. «Anche i piccoli possono diventare grandi». È la voce di un giovanissimo scacchista. In nove si sfidano nel primo torneo di “Matto affogato” riservato a loro.

Hanno dai sette ai dodici anni, indossano costume e occhialini. Sono pronti ad andare in apnea nella piscina dell’agriturismo Cantoni per gare davvero mozzafiato. Il tempo di prendere un bel respiro, poi c’è da fare la prima mossa. Come da tradizione, parte il bianco. Diversamente dal solito, le mosse si fanno sott’acqua. L’obiettivo è lo stesso: attaccare il re rivale senza dargli scampo.

La sfida a scacchi si fa in apnea e sott'acqua Una grande giornata di divertimento a base di scacchi, ma le mosse, questa volta, si fanno sott'acqua: è quanto accaduto alla piscina dell'agriturismo Cantoni, che ha ospitato i primi campionati riservati ai ragazzi under 16 che si sono sfidati a colpi di cavallo e torre proprio sott'acqua. Mosse in apnea, una maschera e il gioco è fatto (video di Luigi Esposito)

È ciò che è successo ieri nella piccola piscina alle porte di Modena che ha ospitato la prima edizione di “Chess Diving” per under 16 in Italia, il campionato subacqueo di scacchi.

 

Giulia, una delle partecipanti, preferisce la variante che dà il nome alla competizione. Uno scacco matto in cui il re assediato è bloccato da pezzi amici, che non possono però difenderlo. «Il gioco mi piace così tanto da farlo sotto l’acqua», spiega la giovanissima.

A sette anni ha vinto la prima partita della rassegna. Osserva gli altri giocare al primo turno, poi toccherà anche a lei. In acqua ci sono quattro scacchiere ancorate. I pezzi sono appesantiti con rondelle per tenerli sul fondo. Un sostegno per lato consente ai giocatori di reggersi mentre si pensa e si effettua la mossa. Diversi genitori guardano i loro figli impegnati in un torneo davvero insolito.

«Abbiamo interrotto le vacanze - garantisce Milena Cavicchi, mamma che osserva la scena - perché i ragazzi volevano partecipare. Il gioco degli scacchi è bello e in piscina ancora di più». Sanno che i loro figli, come i pedoni, possono essere promossi nella vita. Gli scacchi possono essere un modo per farlo. Giungono da Modena, Pavullo e Vignola, si allenano con I pedoni di San Damaso.

L’associazione ha organizzato l’evento con il Club 64. Hanno già partecipato ai Campionati italiani studenteschi e dimostrano una passione profonda per “lo sport più violento del mondo”.

Una disciplina che, per Cosimo Damiano Ballestri, ha tre caratteristiche: «passione, determinazione, studio». Tutti possono migliorare, dall’esordiente al campione iridato. Serve forza di volontà per rimettersi in gioco dopo le sconfitte e passione per giocare in apnea.

«Nelle scuole di Modena gli scacchi sono molto sentiti», riconosce Cosimo Damiano. L’insegnante de I pedoni è un arbitro in acqua. Ogni partecipante ha un bonus di tre penalità in caso di mosse non valide (o non completate prima di risalire). Passata la misura, la vittoria va all’avversario. Le partite sono rapide e coinvolgenti. A volte uno scacchista-sub perde un pezzo e tocca al supervisore rimettere tutto a posto. Cosimo Damiano si alterna nel ruolo con Mattia Sfera.

«È la prima edizione di “Chess diving” per Under 16 in Italia - sostiene il vicepresidente del Club 64 - stiamo già pensando di organizzare un nuovo torneo del genere nel 2017. L’idea è di estendere l’invito a scacchisti provenienti da fuori provincia e agli adulti in genere».

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