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Aspiranti cadetti in fila in Accademia a caccia di un posto

Iniziato il tirocinio: 285 gli ammessi ma saranno solo 190 gli allievi che inizieranno i corsi per diventare ufficiali

MODENA. La sua divisa bianca da marinaio, l’unica, spiccava tra quelle nere dei carabinieri o grigioverde dell’esercito nella folla che ieri mattina si è messa in fila davanti ai portoni del palazzo ducale. Tutti gli altri, la grande maggioranza dei giovani in attesa, avevano la “divisa borghese” che ritengono obbligatoria per la libera uscita; completo scuro, preferibilmente blu, cravatta scura su camicia bianca e soprattutto capelli tagliati corti.

Per 285 di loro è cominciato un mese di tirocinio obbligatorio, l’ultima selezione prima di iniziare i corsi da allievi ufficiali. In queste quattro settimane gli aspiranti dovranno fare quello che ripeteranno all’infinito nei 660 giorni che li separano dalla prima stelletta da sottotenenti: marceranno inquadrati, sveglia al mattino presto, alzabandiera, canto collettivo con l’Inno di Mameli, prove d’inquadramento. La divisa? Non mancherà, ma non sarà proprio su misura. E soprattutto non avrà sulle spalline il “binario” d’ottone, lo stemma del primo anno di corso da cadetti.

Quasi tutti sono arrivati a Modena per la prima volta e i genitori che li hanno accompagnati, debitamente ansiosi, si sono separati da loro con un velo di malinconia. Mentre ragazzi e ragazze di 19 anni aspettavano sotto il colonnato di essere registrati e destinati al loro posto, i parenti hanno preso posto nell’aula magna.

Alle 9 in punto il generale Camporeale ha fatto gli onori di casa, parlando da comandante, da ex allievo e anche da genitore. Ha ringraziato, incoraggiato, rassicurato e dopo il filmato che illustra le fasi salienti della vita quotidiana dei cadetti, l’addestramento fisico, quello alle armi e quello sui libri (di gran lunga quello più importante) li ha accompagnati a visitare la sede del Palazzo Ducale. Tappa di rito il museo della scuola ufficiali dell’esercito, dove padri e madri hanno osservato i cimeli di guerra, le sciabole e gli elmetti di guerre passate.

«Sì, siamo un pò ansiosi e anche fiduciosi. Perchè no, dopo tanta fatica?» L’opinione di un giovane raccoglie i consensi di chi gli è vicino. Per loro il mese di tirocinio a Modena sarà una sorta di percorso di guerra prima di avere il via libera e iniziare lo studio vero e proprio.

Bisogna capirli. In tutta Italia hanno presentato domanda 11.752 giovani, di cui 2.651 donne. Tra loro anche quelli che hanno tentato la selezione una prima volta, chi ha ripiegato su altri corpi militari come volontari: sono quelli arrivati in piazza Roma in divisa.

La selezione è stata durissima: test di preselezione (che hanno lasciato a casa quasi il 20% dei candidati) e poi a raffica prove di efficienza fisica, test psicofisici e attitudinali, una prova d’italiano e un esame d’inglese, obbligatorio per tutti, prove orali di matematica più un’interrogazione facoltativa in una lingua straniera a scelta. Tra tutti loro solo 285 sono arrivati a un metro dalla meta: 285 gli ammessi ma solo 190 saranno i confermati. Chi saranno quindi i 95 a cui verrà detto: «Grazie lo stesso?»

L’idea che uno su tre dovrà rifare le valigie tornare a casa però non li spaventa. Sanno bene che anche se supereranno tutti i test alla fine potrà essere una valutazione discrezionale quella che metterà fuori gioco gli ultimi esclusi. Quattro settimane no stop prima di cominciare la rincorsa per la scuola che li trasformerà in giovani ufficiali.

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