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Unioni civili alla finalese, la rabbia delle associazioni gay

Vietato lo scambio di anelli e la celebrazione ufficiale dei legami sdoganati dalla nuova legge. Prc segnala lo strano regolamento e scoppia un caso nazionale. Chi lo ha scritto?

FINALE. "Spero che si tratti di un errore e che siano immediatamente corrette. Perché ciò che scrive il Comune di Finale Emilia si configura come una grave e palese violazione della legge sulle unioni civili, che prevede espressamente che le disposizioni che si riferiscono al matrimonio si applicano anche alle unioni civili. nella celebrazione dell’unione civile l’ufficiale di stato civile deve indossare la fascia tricolore e la sala deve essere scelta fra quelle aperte al pubblico e alle stesse condizioni di quelle previste per i matrimoni civili. Ogni impedimento a questo diritto è illegittimo, e mi auguro che il Comune di Finale Emilia intenda muoversi nell’ambito della legalità e non voglia mettere in atto trattamenti discriminatori inaccettabili e che, in ogni caso, sarebbero sanzionati. Al fine di chiarire questa vicenda e capire in che termini la giunta intende attuare quanto previsto dalla legge sulle unioni civili lunedì depositerò in Comune una interrogazione urgente al sindaco".

La polemica esplode. Con questa segnalazione pubblicata sul suo profilo facebook, il consigliere comunale e segretario regionale di Rifondazione comunista Stefano Lugli ha decisamente riacecso i fari della politica nazionale su Finale. Perchè Lugli, consultando il regolamento comunale sulla "modalità di costituzione di parte civile" ha notato, pubblicandolo che non è prevista alcuna celebrazione, ma una dichiarazione, che la dichiarazione non avviene in una sala aperta al pubblico, che l'ufficiale non indossa la fascia tricolore e - tra l'aktro - non è previsto lo scambio delle fedi nuziali. La notizia ha presto fatto il giro delle associazioni che tutelano in particolare i diritti degli omosessuali, è rimbalzata sui media nazionali, ha innescato il proposito di interrogazioni parlamentari.

Le azioni legali. "Pronti ad azioni legali - scrive gaypost.it riportato pure dal senatore Sergio Lo Giudice su facebook - anche gli avvocati di Gay Lex per i quali, quella del sindaco Palazzi una discriminazione inaccettabile e illegale, visto che la legge 76 del 2016 al comma 20 prevede che le unioni civili debbano essere celebrate nello stesso modo dei matrimoni civili". Nel pomeriggio il sindaco di Finale ha detto che non sa neppure di che cosa si tratti.

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Il sindaco: una bufala. "E' una bufala enorme, costruita sul nulla: io la legge ho intenzione di farla rispettare". Così il sindaco sandro palazzi risponde: "Quelle sul sito sono indicazioni, non prescrizioni", afferma il sindaco Sandro Palazzi, che minaccia: "dovrò ricorrere alle vie legali contro gli insulti che mi sono stati rivolti. il senatore lo giudice lo porto in tribunale, se non la smette di dire queste idiozie". Proprio il parlamentare dem, già presidente di arcigay, ha sollevato il caso questa mattina su facebook.
"Gli uffici si sono mossi autonomamente, non su mio mandato- assicura- forse quelle indicazioni sono sul sito anche da prima che fossi eletto. Io non ne sapevo niente, anche la legge non la conoscevo a fondo: ho fatto oggi una full immersion".

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