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Così nasce il “Refettorio” di Modena voluto da Bottura

Dentro l’ex-cappella Bentivoglio di via Leodoino, in centro storico a Modena, è in allestimento la mensa sociale promossa dallo chef Massimo Bottura sul modemllo di quelle a Milano, Bologna e Rio De janeiro: pronta entro fine anno. Uno spazio di 300 metri quadrati in fase di arredamento che sarà "affrescato" da Paz, artista dei graffiti 

MODENA. Prendete uno chef di fama mondiale come Massimo Bottura. Aggiungete l’esperienza solidale del self service Ghirlandina della Curia, in città ancora chiamato “La mensa dei poveri”. Mescolate con la tradizione e l’abilità degli chef di “Modena a Tavola” e la ricetta è pronta. Il Refettorio Geminiano nascerà con questi ingredienti.

In via Leodoino, in pieno centro, si lavora da mesi a questo progetto solidale con i poveri. «Sarà tutto pronto entro l’anno - anticipa Lorenzo Selmi, presidente della Fondazione Auxilium che gestisce il self service Ghirlandina - a breve daremo l’annuncio ufficiale».

È stato proprio Bottura, lo chef della Francescana, a raccontare alla Gazzetta di Modena l’evoluzione di questo progetto voluto da lui sulla scorta dell’esperienza del Refettorio Ambrosiano a Milano e poi all’Antoniano di Bologna e di Rio per le Olimpiadi.

Bottura punta a creare una rete mondiale di refettori per poveri: Modena non poteva restarne senza. Il suo non è un progetto di beneficenza, ma di cultura della solidarietà per le fasce più disagiate. A Modena, dopo un periodo di discussione col Comune e la Curia tra varie sedi possibili - compreso l’ex cinema Cavour - il luogo è stato identificato a due passi dal Duomo, a lato di via Sant’Eufemia. «C’è una bella cappella antica - ha detto - verrà restaurata. È l’ex cappella della famiglia Bentivoglio», specifica Selmi.

Il presidente della Fondazione Auxilium, che dirige già i lavori al self service Ghirlandina, la Mensa dei Poveri, ora si occupa anche della attigua sede del futuro refettorio.

La struttura nascerà all’interno del complesso esistente. «Sono circa 250-300 metri quadri nel cuore di Modena - spiega Selmi - e il progetto rientra in un’esperienza legata alla cultura». Lo spazio molto bello - che possiamo mostrare in anteprima - è stato già parzialmente arredato con tavoli, sedie e punti luce. Le volte bianche saranno “affrescate” dal celebre artista dei graffiti Paz.

Anche Modena avrà dunque uno spazio dedicato ai poveri in cui verrà recuperato il cibo da buttare, gli scarti alimentari e quanto può venire riciclato creando piatti di ottimo livello sotto le cure di uno chef volontario di turno in un ambiente più che dignitoso per chi è indigente.

Racconta il presidente Selmi: «Ero andato a vedere il Refettorio Ambrosiano ad Expo. Dal confronto legato al concetto di ospitalità, cultura, bellezza e arte è nato il progetto». Non una novità per un luogo dell'anima modenese come la “mensa dei poveri” di via Leodoino. Tra i tavoli è possibile trovare il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il vescovo don Erio Castellucci in mezzo a lavoratori, impiegati e studenti. Le persone in difficoltà economiche continuano a frequentare l’ambiente grazie le agevolazioni sui costi del pasto. «Nasce per i poveri - ha specificato Selmi - un tempo qui mangiavano i parenti dei carcerati».

Il nuovo progetto della Cappella Bentivoglio permetterà di ampliare l’offerta: «Stiamo lavorando da diversi mesi per creare il refettorio Geminiano - aggiunge il presidente di Auxilium - con Bottura, i nostri e i suoi collaboratori. Lo spazio ripercorrerà quanto già fatto da Bottura con l’aggiunta della nostra esperienza. Sarà di aiuto e di servizio per tutte le realtà che a Modena svolgono attività di ristorazione per il sociale. Stiamo portando avanti una politica di formazione del personale, gli acquisti (alcune aziende stanno donando materie prime) e gli interventi di volontariato». Intanto si continua a progettare una nuova sede del self service all’ex cinema Cavour.

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