Quotidiani locali

Ex Fonderie, una ferita aperta per la città

Dall’ambizioso “Dast” avveniristica facoltà di design, scienza e tecnologia a droga, cattive presenze e tanto degrado

MODENA. Droga, cattive presenze, tanto degrado e giuste paure dei cittadini che abitano nei pressi del cavalcavia della Maserati. Qui, a due passi da via Ciro Menotti, c'è una delle situazioni più problematiche della nostra città, situazione per la quali al momento nessuno sta proponendo soluzioni serie. Al di là dei soliti annunci. L'uso del drone in questa occasione permette di analizzare la cartina di tornasole di tutto il disagio dell'area, posta in un quartiere, il Tempio-stazione, già alle prese di suo con gli innumerevoli altri problemi (sicurezza, prostitute) che questo quotidiano segnala da tempo senza intravvedere soluzioni di un certo rilievo.

Modena dal drone: in volo sopra le ex-Fonderie Le immagini del volo sopra le ex-Fonderie di via Menotti a Modena. Un complesso che avrebbe dovuto diventare un fiore all'occhiello della città. Con il Dast, una facoltà di arte design e tecnologia innovativa. Invece la situazione è ben diversa, come testimoniano le immagini dall'alto. Video di MARCO AMENDOLA


Proprio le ex Fonderie Riunite, fondate nel 1938 e attive fino agli anni Ottanta, sono il polo centrale di una cattiva gestione pubblica e di una mancata pianificazione che inevitabilmente peserà sulle future generazioni. Parliamo, come si vede dalle immagini, di un polo gigantesco, una ex fabbrica che si estende su un territorio di oltre 40mila metri quadrati, di cui 11 mila 300 sono occupati dalla Palazzina uffici con sul retro l'edificio industriale ormai praticamente distrutto. Alcuni anni fa si è tentato, attraverso un processo partecipato che ha definito anche un progetto vincitore, di risolvere questo problema riqualificando tutta la zona. Ma problemi economici, e forse politici, finora hanno impedito di mettere mano alla situazione.
Il progetto vincitore, quello di Sofia Cattinari con lo studio Centro cooperativo di progettazione di Reggio Emilia, è infatti lì pronto con la sua proposta di conservare l'identità di un luogo simbolo per la storia del movimento operaio.

Ed è stata abortita anche la proposta di trasferirvi il centro universitario "Dast" (design, arte, scienza e tecnologia). Insomma una caporetto e l'area è sempre lì, in una situazione sempre più precaria a causa anche delle complicate frequentazione notturne del luogo. E dire che siamo in una zona importate dei 500 ettari della cosiddetta fascia ferroviaria che solo in parte è stata riqualificata. Un luogo centrale, dunque, nella storia di Modena visto che qui oltre alle Fonderie operarono la Maserati (dal 1939), le Acciaierie ferriere (distrutte per fare posto a un prefabbrica e a un megagarage solo in parte utilizzato) e la Fiat Coi (1928). Non certo il modo migliore per mantenere memoria dell'eccidio del 9 gennaio 1950 quando, a causa di uno sciopero, nove operati che manifestavano vennero uccisi dalle forze dell'ordine. Insomma siamo davanti a un argomento doloroso per la città, vista la situazione critica e la perdurante compresa la presenza di tossici e spacciatori. E la "colpa" va spartita tra gli ultimi sindaci: dagli ultimi tempi della giunta Barbolini, poi si sviluppa più a fondo durante le amministrazioni Pighi-Sitta-Giacobazzi. Ma anche l'attuale giunta del sindaco Muzzarelli, con Gabriele Giacobazzi assessore ai lavori pubblici, non ha ancora portato a casa risultati degni di nota. Siamo infatti sempre agli annunci. (m.a.s.l.)

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista