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I carabinieri in chiesa a Carpi per le truffe agli anziani

I militari di tutta la Compagnia di Carpi faranno sensibilizzazione pure dal pulpito. Saranno distribuiti 5mila volantini informativi. «E se avete dubbi chiamate il 112»

CARPI. Le statistiche dell’ultimo periodo raccontano che le truffe agli anziani sono in calo, ma il detto “prevenire è meglio che curare” mai come in questo caso è azzeccato. E così i carabinieri della Compagnia di Carpi, guidati da pochi mesi dal tenente Alessandro Iacovelli, hanno deciso di affrontare il problema dei raggiri non solo con il monitoraggio costante del territorio, ma andando dalle potenziali vittime per informarle dei rischi.

Ma accanto agli incontri pubblici, alle riunioni ne ...

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CARPI. Le statistiche dell’ultimo periodo raccontano che le truffe agli anziani sono in calo, ma il detto “prevenire è meglio che curare” mai come in questo caso è azzeccato. E così i carabinieri della Compagnia di Carpi, guidati da pochi mesi dal tenente Alessandro Iacovelli, hanno deciso di affrontare il problema dei raggiri non solo con il monitoraggio costante del territorio, ma andando dalle potenziali vittime per informarle dei rischi.

Ma accanto agli incontri pubblici, alle riunioni nei circoli sociali e nei maggiori punti di aggregazione delle fasce deboli anche le chiese spalancheranno le porte ai militari. Una strategia analoga era già stata affrontata da qualche solerte comandante di stazione, ma stavolta l’operazione sarà ancora più capillare e ampia.

Perché - viene da dire - l’unico modo per contrastare un fenomeno odioso e psicologicamente violento, quale può essere la truffa ad un anziano, è quello di trovare una platea di uditori il più ampia possibile e certamente le funzioni religiose della domenica vengono annoverate tra le principali opportunità di massima visibilità.

Quindi non ci sarà da stupirsi se dopo l’omelia del parroco o del sacerdote celebrante, la messa si interromperà per qualche minuto e sul pulpito salirà un carabiniere in divisa. È quello il momento per ascoltare con maggior attenzione le strategie da mettere in atto quando un individuo sospetto suonerà alla porta. Tra i principali identikit finora registrati nel Modenese ci sono i finti appartenenti alle forze dell’ordine che, in borghese e con un’auto che non riporta (ovviamente) le insegne del corpo, millantano un controllo ai soldi in contanti («perché qui vicino c’è stata una rapina») o la necessità di pagare un avvocato al parente arrestato. Non vanno scordati i finti amici che vantano un millantato credito maturato con il figlio e mai saldato e guai a non considerare i finti tecnici delle municipalizzate. Solitamente suonano in due, si spacciano per professionisti del settore energia o del gas, e raccontano - con modi garbati e utili a rasserenare la vittima - di una fuga che potrebbe mettere a rischio i monili d’oro di famiglia. L’anziano cade nel tranello, li raccoglie e li ripone in posti paradossali (il freezer, piuttosto che una sporta isolante) e alla prima distrazione viene derbuato.

Di tutto ciò si parlerà anche nei volantini che i carabinieri distribuiranno. Ne sono stati stampati 5mila e saranno diffusi capillarmente in tutto il Carpigiano e la Bassa. Ma il consiglio principale è sempre il medesimo, che l’Arma continua a ribadire: nel dubbio si prenda il telefono e si chiami il 112. Chi non ha nulla da temere non fuggirà, i truffatori se la daranno invece a gambe e magari potranno essere identificati dalla pattuglia pronta ad intervenire.

Francesco Dondi