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L'allevatore di Campogalliano: «Ma quali maltrattamenti al cane: è tutto falso»

"La cagnolina Mina era stata portata dal veterinario: ho già denunciato chi mi ha diffamato"

CAMPOGALLIANO. L’allevatore di Campogalliano accusato di presunti maltrattamenti ai danni della cagnolina Mina intende chiarire: «Una vicenda narrata in maniera distorta e ingannevole – spiega - Il 28 maggio ho portato una mia femmina di Cavalier king in un ambulatorio veterinario per una gravidanza e si è scoperto che aveva 2 minuscoli feti non formati morti. Il cane stava bene, non aveva perdite che potevano far presupporre infezioni, né febbre. Dovendo partire per l’estero per problemi fa ...

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CAMPOGALLIANO. L’allevatore di Campogalliano accusato di presunti maltrattamenti ai danni della cagnolina Mina intende chiarire: «Una vicenda narrata in maniera distorta e ingannevole – spiega - Il 28 maggio ho portato una mia femmina di Cavalier king in un ambulatorio veterinario per una gravidanza e si è scoperto che aveva 2 minuscoli feti non formati morti. Il cane stava bene, non aveva perdite che potevano far presupporre infezioni, né febbre. Dovendo partire per l’estero per problemi familiari ho chiesto aiuto a Sos Animali Trento, associazione che già mi aveva aiutato a trovar famiglia a cani con problemi. Mi comunicarono che avrebbero mandato una volontaria a prendere il cane per sterilizzarla. Il cane è arrivato nella clinica scelta dalla volontaria (Sabrina Bettella di Padova, ndr) la sera stessa e si è scoperto che era affetta da una grave anemia ma io di tutto ciò non venni avvisato, anzi il giorno dopo, ho contattato Sos animali per avere notizie ma nemmeno loro mi informarono. Quindi ignaro del problema sono partito. Sono venuto a conoscenza dell’anemia solo due giorni dopo, quando Sabrina Bettella mi ha avvisato che erano usciti articoli denigratori nei miei confronti. Preciso che il cane aveva 4 anni e mezzo ed aveva partorito solo due volte, quindi nessuno può sostenere che si trattasse di un cane sfruttato. Sabrina Bettella afferma di essersi accorta subito del gravie problema di anemia (circostanza rilevabile solo con esame del sangue) e che io avevo voluto disfarmene. Ci tengo a precisare che ero partito ignaro di tali problematiche e non certo con l’intenzione di sbarazzarmi di Mina».

L’allevatore poi nega la tesi della Bettella secondo cui si sarebbe rifiutato di aiutarla: «Le dissi che ero disposto a riprendermi il cane e curarlo a mie spese, ma si rifiutò, dicendo che ci avrebbe pensato lei, salvo poi scatenare una campagna mediatica senza precedenti contro di me su Facebook. Numerosissime persone a vario titolo, senza conoscermi, nè aver visto il mio allevamento e senza verificare i fatti, hanno appoggiato le infamie pubblicate dalla Bettella, definendomi “mostro” e minacciandomi anche di morte. Il tutto mi ha creato un gravissimo danno di immagine. Per questo il 9 agosto ho querelato tutti i soggetti coinvolti, in quanto penso che la verità dei fatti debba essere accertata dalla Magistratura (i processi si celebrano nei Tribunali, non sui giornali o sui social). Devo difendere la mia reputazione, costruita in oltre 20 anni di attività, corredata di numerosi premi a livello Internazionale». (gib)