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Dopo un secolo trova il nonno disperso

Formigine. Un anno di ricerche tra Francia, Albania e Italia per scoprire la tomba di Giuseppe Finetto ucciso in guerra

FORMIGINE. Un nonno mai conosciuto ma vivo nella memoria di famiglia. Un eroe, partito per la Grande Guerra e scomparso al fronte. Per la famiglia Finetto la sorte di Giuseppe per quasi un secolo è stata riassunta da una parola, triste e desolante, “disperso”, ma il nipote, Luigi, per oltre un anno ha cercato tra siti, archivi e cimiteri militari fino a ritrovare il nonno e la sua tomba.

Luigi, formiginese di origini venete, inizia la ricerca nel maggio 2015 quando compra un libro di lettere dei caduti della Grande Guerra. La lettura riaccende nel 56enne il ricordo del nonno, che nè lui nè il padre avevano conosciuto. Un ricordo mai sopito, tramandato di generazione in generazione e celebrato ogni 4 novembre davanti al monumento ai caduti di Cavarzere (VE), unico luogo su cui fosse scritto il suo nome.

I genitori di Luigi ci avevano provato invano negli anni ’60, dopo mezzo secolo, nell’era dei computer, le ricerche sono riripartite con siti e blog dedicati ai caduti. Impresa ardua: prima per identificare il nonno Giuseppe tra i tre omonimi nell’albo d’oro dei Caduti, poi per un errore nell’anno di nascita, infine per capire dove fosse situato l’“ospedaletto da campo 33”, che, stando all’albo, era il luogo in cui Giuseppe aveva trovato la morte, ucciso da malaria e broncopolmonite grippale. Aiutato dai siti “Cime e trincee” e “Pietri Grande Guerra” Luigi aveva localizzato l’ospedale in Francia, vicino Bligny. Ma si trattava dell’ospedale 033. Luigi ha così iniziato a cercare negli archivi dei sacrari italiani all’estero, senza esito. Poi in un blog Ivo e Silvia gli danno l’aiuto sperato: un elenco degli ospedali da campo da cui emerge l’ospedale 33: è a Ponte Drasciovitza, in Albania.

Da lì la ricerca del foglio matricolare e la seconda fase dell’impresa: capire dove fosse oggi il corpo del nonno. Nel documento, fornito dall’archivio della Celestia di Venezia si scopre che Giuseppe, alpino del 2° Reggimento Artiglieria da montagna, Gruppo Vicenza, era partito da Taranto il 17 febbraio del ’17, arrivando a Valona, al comando del generale Petitti, il 19 febbraio, proprio quando a Caverzere nasceva Mario, padre di Luigi e figlio del soldato. Contattando l’ambasciata Luigi ha poi scoperto che i corpi sepolti nel cimitero di Drasciovitza erano stati trasferiti a Valona nel Dopoguerra e da lì portati nel sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari.

Qui un nuovo stop alle ricerche: negli archivi del sacrario Giuseppe Finetto non c’è. La lettera al Ministero non riceve risposta fino al marzo 2016: Giuseppe Finetto è sepolto

a Bari ma a causa di un errore il cognome è Fenetti. Il ministero, scusandosi, comunica l’avvenuta correzione e la famiglia Finetto, lo scorso 4 novembre, ha potuto partecipare alla cerimonia a Bari, portando un fiore ed un saluto a quel nonno, giovane soldato d'Italia, morto per la Patria.

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