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Bambini e genitori: «Dateci un campo»

Ieri a Campogalliano in 150 al corteo di protesta della Virtus calcio, ma la giunta non si presenta

CAMPOGALLIANO. Non li ha fermati neppure il freddo. Bambini e genitori hanno attuato una protesta nei confronti del Comune per richiedere un loro diritto: quello di fare calcio. Nel pomeriggio di ieri la Virtus Campogalliano ha riunito oltre 150 persone per una marcia di protesta con lo scopo di avere la disponibilità di un campo di calcio per fare allenare i suoi tesserati. Con lo slogan “Ci basta un campo”, il corteo è partito da via Grandi ha percorso via Grieco e via Roma ed è arrivato i ...

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CAMPOGALLIANO. Non li ha fermati neppure il freddo. Bambini e genitori hanno attuato una protesta nei confronti del Comune per richiedere un loro diritto: quello di fare calcio. Nel pomeriggio di ieri la Virtus Campogalliano ha riunito oltre 150 persone per una marcia di protesta con lo scopo di avere la disponibilità di un campo di calcio per fare allenare i suoi tesserati. Con lo slogan “Ci basta un campo”, il corteo è partito da via Grandi ha percorso via Grieco e via Roma ed è arrivato in piazza Garibaldi. Essendo sabato, le porte del municipio erano chiuse e nessun rappresentante dell’amministrazione si è fatto vedere.

«Farsi trovare – ha spiegato Alfonso Cammarata, dirigente della Virtus Campogalliano - sarebbe stato un segno di rispetto verso bambini e genitori. Magari si poteva fissare un appuntamento per parlare del problema. Sicuramente un segno di apertura verso una parte della popolazione che chiede solo di fare sport».

Campogalliano, i bambini chiedono un campo dove giocare

Da qualche anno è in atto uno scontro tra Virtus e il Comune. La società chiede di avere in concessione un terreno di gioco per poter svolgere l’attività e non emigrare nei paesi vicini. Ha fatto richiesta del campo in disuso di via Grandi oppure di uno tra quelli in via Mattei, dati in gestione alla Polisportiva. Fino ad ora non è stato trovato nessun accordo.

Il terreno di gioco di Via Grandi è abbandonato da anni. Un’area poco fortunata poiché doveva diventare zona artigianale ma non è mai stato costruito nessun capannone. Qualche genitore ha il sospetto che il Comune abbia intenzione di cambiare la destinazione d’uso della zona. «Ho un figlio di 8 anni - spiega Roberto Torricelli – Quando ha iniziato a fare calcio non ho potuto tesserarlo alla Polisportiva. Mi dissero che così piccoli non li prendevano. Allora mi rivolsi alla Virtus e Matteo fu felice di ritrovare il suoi compagni di scuola. Mi sembra assurdo la latitanza del Comune su un argomento così importante. Bisogna dare la possibilità a tutti di fare calcio. Mi auguro che si possa trovare una soluzione per il bene di tutti».

Nicola Calicchio