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Studiare con il telefonino nell'epoca di "Whatsapp"

Uno studente "impegnato" con il telefonino in classe

I social ormai indispensabili per scambiarsi i compiti e aiutarsi nelle risposte. Strumento formidabile per trovare scuse, meglio del superato cane divoratore

MODENA. «Scusi prof, non mi sono arrivati i compiti su Whatsapp». È questa la frase che ha sostituito, nell'era dei social, la divertentissima scusa del cane che ha mangiato i compiti. Non sono cambiate solo le scuse usate con gli insegnanti, ma è cambiato totalmente il metodo e il pomeriggio di studio dello studente medio.

Ore 13.30. Lo studente esausto per la lunga giornata arriva a casa e mangia chattando con gli amici, lamentandosi della lunga giornata o programmando le attività che avreb ...

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MODENA. «Scusi prof, non mi sono arrivati i compiti su Whatsapp». È questa la frase che ha sostituito, nell'era dei social, la divertentissima scusa del cane che ha mangiato i compiti. Non sono cambiate solo le scuse usate con gli insegnanti, ma è cambiato totalmente il metodo e il pomeriggio di studio dello studente medio.

Ore 13.30. Lo studente esausto per la lunga giornata arriva a casa e mangia chattando con gli amici, lamentandosi della lunga giornata o programmando le attività che avrebbe svolto nell'immediato futuro.

Ore 15. inizia a studiare con il telefono di fianco al libro, guarda il diario, non ci sono compiti scritti all'interno, allora scrive sul gruppo whatsapp della classe quali compiti ci siano per il giorno dopo. Studia per circa un'ora, il telefono continua a vibrare e accendersi invitandolo a distogliersi dallo studio e lui lo asseconda, tanto quella materia sarebbe riuscita a studiarla lo stesso. La biblioteca comunale intanto è vuota, se non per qualche raro gruppo di studio, tanto esiste internet, di libri me ne assegna abbastanza la scuola.

Ore 17. Inizio matematica, non mi viene nulla, chiamo su skype il mio amico a cui sono sicuramente sono venuti.

Ore 18. Ripasso l'ultima materia, ma il telefono continua a vibrare, al mio amico deve essere successo qualcosa, la mente cade poi sul perché non mi risponde quella ragazza.

Ore 19. Ho finito di studiare ora posso continuare a mandare messaggi e rilassarmi. Non lo vogliamo ammettere, ma senza accorgersene stiamo mettendo troppo in primo piano questi social network ed è chiaro che saremmo sempre più dipendenti perché sempre più leghiamo parti della nostra vita ai social, come è accaduto alla scuola. Un problema, peraltro, che riguarda anche parecchi dei nostri genitori.

Il problema è che non è una fase che prima o poi passa: è la nostra realtà. Infatti, analizzando le risposte degli studenti è chiaro che l'importanza che viene attribuita ai social e in particolare a whatsapp è la stessa per uno studente di prima come ad uno di quinta. Che ruolo ha whatsapp all'interno della tua vita scolastica? Che ruolo ha whatsapp all'interno della vita privata? «Whatsapp mi aiuta a tenermi in contatto  con i miei amici lontani e poter scrivere alla mia fidanzata/o, però in una relazione è più importante il dialogo "faccia a faccia" piuttosto che quello digitale». Come sarebbe un giorno senza whatsapp? «Riuscirei a resistere e sarebbe una disintossicazione, però le conversazioni e le informazioni sarebbero più complicate». Chissà...