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Edilizia a prezzi agevolati: nuovi alloggi a Cibeno Pile

Il prezzo massimo di vendita resterà fisso a 1.816 euro al metro quadrato I grillini: «Meglio recuperare spazi sfitti». FI: «Servono facilitazioni per i giovani»

Saranno sei i nuovi alloggi di edilizia convenzionata che verranno costruiti nell’area di Cibeno Pile posta tra le vie Tre Ponti, Canalvecchio e Ramazzini. L’intervento edilizio, approvato di recente, prevede 630,37 mq di superficie vendibile complessiva a un prezzo massimo di cessione pari a 1.816,50 euro al metro quadrato.

Per edilizia convenzionata si intendono costruzioni oggetto di accordi tra privato e pubblico, intesi a soddisfare l’esigenza abitativa di determinate fasce sociali individuate in base ai parametri del reddito. In particolare, l’edilizia convenzionata a uso residenziale prevede l’accordo tra cooperative di operatori edili privati e i Comuni per contenere i costi relativi all’acquisto di un’abitazione da parte dei meno abbienti. Parrebbe essere un'ottima notizia, tuttavia le opposizioni palesano punti di vista sostanzialmente critici in merito. «Ha ancora senso costruire dalle fondamenta - si chiede Cristian Rostovi, di Fratelli d'Italia/AN - quando vi sono tanti appartamenti sfitti e vecchi già costruiti? Contemporaneamente mi chiedo se essere troppo intransigenti da questo punto di vista e decidere di non costruire più nulla non rischi di danneggiare un settore importante come quello dell’edilizia. Sicuramente, si potrebbe pensare di ristrutturare l'esistente».

Ne è ancora più convinto Eros Andrea Gaddi (M5S). «Diventa sempre più assurdo costruire su nuovi terreni - afferma - occorre invece studiare un nuovo modo di fare edilizia popolare. Posto che anche gli immobili costruiti ex novo un giorno diventeranno vecchi, la nostra città rischia di riempirsi di cemento. Si potrebbe, perciò, mettere a posto l'esistente e pensare di agevolare le aziende edili andando loro incontro con prestiti agevolati sulle tasse pagate su case che non riescono a vendere. Non si può continuare a sfruttare il terreno, anche se il pensiero di andare incontro a persone che possono avere bisogno di una casa nuova è nobile: si potrebbe però aiutarli a livello comunale sulla ristrutturazione della casa, piuttosto».

Una soluzione, quella della riqualificazione del “vecchio” che non accontenterebbe Roberto Benatti (FI). «Non ha senso - spiega - dal momento che il costo della riqualificazione dell’esistente seguendo i parametri energetici più recenti è superiore a quello della costruzione ex novo su un'area del Comune. Fino a qualche anno fa ce la si poteva fare: ora è impossibile. E, soprattutto, il vecchio rimane vecchio. Il Comune ha impostato, negli anni, regole sempre più stringenti in termini di risparmio energetico il che fa lievitare il prezzo degli immobili che, alla fine, vengono venduti a prezzi di mercato, non calmierati e quindi non vantaggiosi. Occorre si facciano cose per i giovani anche trovando il modo, attraverso convenzioni con le banche, di consentire loro di avere garanzie per i mutui per dare modo di acquistare

davvero queste case». «In zona Due Ponti esistono immobili il cui pensiero in merito era di destinarli a edilizia sociale - spiega Giliola Pivetti, Carpi Futura - facciamo prima a edificare una palazzina, piuttosto che intervenire su questi con zero consumo di suolo? Si cominci da lì».

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