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Allarme droga nelle scuole: l’istituto Selmi di Modena alza le barriere

Il commissario della polizia Municipale Piselli, la dottoressa Morandi del Sert e lo studente De Carlo, autore di “Biancaneve”, si confrontano sulle soluzioni

MODENA. Per parlare della droga nelle scuole, ieri al Forum Monzani si è tenuta una conferenza dell’istituto Selmi con uno studente della stessa scuola, Andrea De Carlo, autore del libro “Bianca Neve”. Sul palco c’erano Maria Rosa Morandi, psicologa del Sert, e il commissario della polizia municipale Andrea Piselli.

Modena, al Selmi si parla di droga

Davanti a 1200 ragazzi, i relatori hanno affermato fin ...

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MODENA. Per parlare della droga nelle scuole, ieri al Forum Monzani si è tenuta una conferenza dell’istituto Selmi con uno studente della stessa scuola, Andrea De Carlo, autore del libro “Bianca Neve”. Sul palco c’erano Maria Rosa Morandi, psicologa del Sert, e il commissario della polizia municipale Andrea Piselli.

Modena, al Selmi si parla di droga

Davanti a 1200 ragazzi, i relatori hanno affermato fin da subito concordi: «Questo è un argomento difficile, ma lo vogliamo affrontare con il sorriso».

E così tra risate e battute sono riusciti ha suscitare l’interesse: «Mi hanno parlato spesso delle droghe, ma è la prima volta che ascolto davvero», ha raccontato uno dei ragazzi.

Modena, il Selmi in assemblea per parlare di droga

Come spiegano De Carlo e Morandi, nell’adolescenza la noia è all’ordine del giorno ed è spesso questa la causa che porta i giovani all’utilizzo di sostanze, quindi perché annoiarli ulteriormente?

Nel corso della conferenza sono stati proiettati spezzoni di film e documentari sulla droga che hanno avuto un forte impatto sui ragazzi, infatti una ragazza confessa: «Quello che ho visto è stato come uno schiaffo dalla realtà, prima non mi rendevo conto di quanto dolore può causare una dipendenza di questo tipo».

Tanto è vero che come dice Andrea, la droga penetra nella nostra vita sempre, perché anche se non siamo noi a farne uso direttamente, busserà alla nostra porta e se non sarà la nostra sarà quella del vicino di casa, tanto è diffusa oggi.

«C’è però da dire che rispetto ad anni fa - aggiunge Piselli - la mortalità è diminuita grazie esclusivamente ai farmaci salvavita, mentre purtroppo gli incidenti stradali a causa di droga sono costanti».

Ciò che porta inoltre a uno stato totale di smarrimento nel vortice dell’uso di sostanze è la mancanza di richiesta di aiuto o addirittura l’omissione di soccorso. Infatti in un video viene mostrato un uomo che racconta di come abbia cercato l’aiuto dalla madre dopo aver prosciugato i soldi della famiglia per far uso di sostanze, ma questa lo abbia rifiutato a causa del baratro di sfiducia tra i due che si era venuto a creare. Tra i ragazzi intervistati, solo una ha fatto riferimento a questo fatto definendolo “disumano“.

Spiega però Piselli che le casistiche sono tante, come quella dei “figli-proprietà”, tanto che i genitori al momento di un rimprovero dicono “che cosa mi hai fatto?” Un altro motivo per il quale ci si ritrova a voler sfuggire alla dominanza.

Ciò che si vuole per di più trasmettere sono gli sviluppi che queste dipendenze ci recano. Morandi spiega, ad esempio, che «l’uso di sostanze è pericoloso per le ragazze fino ai 17 anni e per i ragazzi fino ai 20, poiché il cervello essendo ancora in formazione viene devastato in peggior modo rispetto ad un adulto».

Piselli rimanda alla legge italiana, che non punisce l’uso individuale delle sostanze, ma vuole contrastarne il traffico, indirizzando i diretti interessati a eventuali cure, cercando di svolgere inoltre l’aiuto che spesso le famiglie non danno.

Lisa Gurrisi (3G, Selmi)

con Alessia Parlato

e Wissal Laafili