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Cotroneo: «Denuncio l’omofobia ai 500 studenti modenesi»

Bullismo, omofobia e violenza sulle donne: questi i temi trattati durante l’incontro al cinema Astra con Ivan Cotroneo, scrittore e regista. Cinquecento gli studenti delle classi seconde delle...

Bullismo, omofobia e violenza sulle donne: questi i temi trattati durante l’incontro al cinema Astra con Ivan Cotroneo, scrittore e regista.

Cinquecento gli studenti delle classi seconde delle scuole Selmi, Fermi, Muratori e Venturi che hanno partecipato.

In seguito alla visione del film, i ragazzi si sono dimostrati partecipi dato che hanno posto delle domande al regista. Voci dal B(r)anco l’ha intervistato.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

«L’ho scritto nel 2010; ero rimasto scon ...

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Bullismo, omofobia e violenza sulle donne: questi i temi trattati durante l’incontro al cinema Astra con Ivan Cotroneo, scrittore e regista.

Cinquecento gli studenti delle classi seconde delle scuole Selmi, Fermi, Muratori e Venturi che hanno partecipato.

In seguito alla visione del film, i ragazzi si sono dimostrati partecipi dato che hanno posto delle domande al regista. Voci dal B(r)anco l’ha intervistato.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

«L’ho scritto nel 2010; ero rimasto sconvolto in seguito all’omicidio di Larry King, un ragazzo quindicenne americano. Nel 2008 fu ucciso da un suo compagno di classe, Brandon Mclnerney, poiché gli aveva confessato i suoi sentimenti. Ho deciso di denunciare la società terribile in cui viviamo e quindi di ambientare la storia in Italia, dove non esistono leggi che tutelano questo tipo di violenze».

Lei viene da Napoli. Lì com’è vista la situazione? La comunità Lgbt è ancora molto discriminata o si stanno facendo dei progressi?

«Non esiste una geografia per i pregiudizi; atti di questo genere accadono sia nelle grandi metropoli che nei piccoli villaggi, a Napoli non ho mai assistito a una particolare forma di omofobia».

Immaginava che il libro, così come il film, avrebbe avuto il successo che sta avendo?

«Lo speravo. Credo che la misura del successo sia la possibilità di riconoscersi nella storia: molto spesso gli scrittori odierni si dimenticano che cosa voglia dire essere adolescenti e non conoscere il mondo bene quanto gli adulti e molto spesso denigrano i dolori e le sofferenze che i ragazzi provano perché danno loro minore importanza; la mia adolescenza è stata una montagna russa di emozioni: passavo dall’allegria più sfrenata al dolore più profondo in una stessa giornata. Quello che però bisogna ricordarsi è che tutto ciò che si sta vivendo, come le offese ed i torti verbali e/o fisici, non durerà per sempre. Prima o poi saremo tutti grandi».

Come menzionato in precedenza, a Cotroneo interessa mettere al corrente tutti noi degli abusi, in particolare quelli sulle donne.

Citando Valentina Romani, che ha interpretato Blu, ci dice: «Abbiate la necessità di essere gelosi del vostro corpo».

E i ragazzi hanno compreso il messaggio che Cotroneo desiderava trasmettere: le etichette non dovrebbero esistere perché l’amore non è definibile.

*Istituto Selmi